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Articoli marcati con tag ‘google’

Viral marketing. Un esempio

Per un caso del tutto fortuito, cercando qua e là negli archivi di film – categoria “science fiction” – mi sono imbattuto giusto qualche giorno fa nel film “il quarto tipo“. Si tratta di un film, a dire della produzione, tratto da una storia vera (somewhat’ based on real life events), in cui si narra di una serie di sparizioni e omicidi nella città di Nome in Alaska (USA), attribuiti prima ad un presunto serial killer, e poi, udite udite, agli UFO. Il dato spettacolare del film non è tanto la storia, che peraltro si basa sul marciume più bieco nella cosidetta letteratura ufologica, ma i filmati inseriti al suo interno, che farebbero vedere eventi, a dir loro, reali, in cui si mostrerebbe per la prima volta sullo schermo un rapimento alieno, la voce (sumera!) di un alieno, la regressione ipnotica, e altre amenità simili. La psichiatra che si accorge dei rapimenti provenienti da altri mondi (where none has gone before!) ha un nome ed un cognome: si chiama Abigail Tyler.

1. La storia è vera?
2. Chi è Abigail Tyler?
3. Sono reali questi filmati?
4. Viral marketing… again?

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Internet e la vera conoscenza

Devo fare una premessa: io non sono della generazione dei “born digital“, ma in qualche modo, da quando la ragione ha preso il sopravvento sulla parte rettiliana del mio cervello (oddio! ho scritto proprio “rettiliana”?), ricordo di aver manipolato oggetti che avevano una tastiera ed un monitor. La mia prima connessione ad internet risale all’anno 1989 (una vecchia bbs), il mio primo approccio serio alla rete risale al 1995, e da allora in poi  la mia vita virtuale (un nick, un avatar, e un personaggio) si è totalmente sovrapposta a quella reale.

I modem a 24k e poi 56k, e poi 128k. Poi la nascita dei motori di ricerca, le community, i forum e le chat. Poi napster. Poi la nascita di google, la banda larga, youtube, second life, facebook, twitter, flickr, anobii… ma sopratutto wikipedia. Come è cambiato il nostro modo di apprendere la conoscenza? Io forse appartengo all’ultima generazione che può fare ancora un paragone con il vecchio…

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