11 marzo 1973: in Argentina viene eletto presidente Hector J. Campora, “testa di legno” di Juan Domingo Peron, all’epoca in esilio in Spagna, da dove non gli era possibile candidarsi alle elezioni.
Grazie a questa strategia Peron riesce a rientrare trionfale in Argentina, portandosi dietro il bagaglio di contraddizioni del movimento peronista, che ben presto svela il suo vero volto.
By Maria Genovese
Interni al movimento, infatti esistevano due schieramenti opposti: uno rappresentato da movimenti giovanili e studenteschi e dai Montoneros, una organizzazione di resistenti alla dittatura militare di Juan Carlos, e l’altro composto da una ala destra, conservatrice, assolutamente contraria a quelle riforme sociali che avevano incantato il popolo, riportando al potere Peron.
Il 20 giugno del 1973, nel corso del primo discorso pubblico di Peron, le colonne della Gioventù Peronista che si avvicinavano al palco, vennero allontanante da un contingente militare, che aprì il fuoco sulla folla, causando numerosi morti e feriti… a collocare sul palco questo contingente fu Josè Lopez Rega, ex poliziotto, astrologo esoterico e ministro di Campora, il quale fu successivamente costretto alle dimissioni e sostituto ad interim dal Genero di Lopez Rega, Raul La Stiri, che indisse nuove elezioni: e così, il 23 settembre 1973 Peron venne eletto presidente.
La sua presidenza venne contraddistinta dalla definitiva svolta fascista e la nascita della guerriglia, proprio da parte di quei Montoneros che erano stati anima importante del movimento peronista.
Alla morte di Peron, nel luglio del 74, venne insediata Isabelita Peron, moglie del vecchio presidente, ma di fatto le redini del potere andarono nelle mani di Jose Lopez Rega… e il carattere autoritario del regime divenne ancora più evidente: Nasce la Triplice A (Alleanza Anticomunista Argentina – una sorta di “squadrone della morte”), nascono i desaparecidos: intellettuali e politici anche solo in odore di comunismo, anche solo sospettati di contatti con la guerriglia armata..
Nel ’76 i militari prendono di fatto il potere.
Un potere raggiunto in silenzio: non stadi pieni di detenuti, non attacchi militari al palazzo presidenziale, non carri armati… tutto si svolse nella più “serena normalità”, e nella disinformazione. Le persone sparivano nel silenzio, prelevate senza violenze, senza “incidenti”, e l’assenza di immagini ed anche di notizie al riguardo metteva in dubbio l’esistenza di questi eventi, e con questa la stessa repressione: un colpo di stato silenzioso. Si potrebbe addirittura definire “moderato” se ciò non fosse un paradosso! Salvare il paese dal “pericolo comunista” e ristabilire l’ordine senza eccessi di violenza, ma anzi con tali silenzio e segretezza da contentire addirittura il consenso popolare… mentre la Triplice A di Lopez Rega agiva indisturbato nella più totale segretezza.
Josè Lopez Rega: ma chi è questa inquietante figura che tanto ricorre nella storia recente Argentina?
Dott. Josè Loper Rega - Argentina, attivo – tessera n. 591
La lunga mano della P2 anche in Argentina!
Ma facciamo un passettino indietro:
Nel 58, fino al 66 fù presidente in Argentina il peronista Arturo Frondizi, intimo amico di Leo Elia Valori, rappresentante in Argentina dell’ENI e fratello di Giancarlo Elia Valori, massone prima, piduista poi.
Giancarlo Elia Valori nel 65 era nella Rai di Bernabè, dove si occupa di relazioni internazionali che lo portano a stringere rapporti con le curie e appunto con l’estero. E’ lui che presenterà Lopez e Peron a Licio Gelli, e con Gelli è sull’aereo che riporterà Peron trionfale in Argentina.
Lo scopo dell’amicizia che nacque da questi rapporti tra Gelli e Lopez era quello di impedire il “pericolo” dell’avvento del comunismo in America Latina… scopo che venne chiaramente spiegato dallo stesso Gelli a Henry Kissinger, all’epoca segretario di stato americano del governo Nixon. Ma lo scopo di Gelli, oltre alla lotta al comunismo, era ovviamente quello di far crescere la propria influenza nel mondo degli affari argentini
La stretta e intricatissima rete è ampia: troppi interessi di varia natura furono complici del silenzio nel mondo riguardo la tragedia argentina.
L’assoluta assenza di risonanza degli eventi in Argentina era garantita in italia anche dal silenzio della stampa, complice l’acquisto del Corriere della Sera, da poco acquisito dal piduista Rizzoli, e diretto dal piduista Bruno Tassan Din: il silenzio era necessario visti gli interessi in campo, non ultimi gli interessi economici italiani in Argentina. Fiat, Pirelli, Eni, Magneti Marelli, Tecnit, Banco di Napoli, BNL, e il Banco Ambrosiano di Calvi, tutte forze che premevano per un “Piano Europa” che consentisse all’Argentina di insediarsi commercialmente nel Vecchio Continente.
Ma da questo grande gioco lo stesso fautore fu gradualmente allontanato: Gelli ormai è entrato, non ha più bisogno di Valori, al quale gradualmente sottrae il mercato massonico, di contatti e di affari. Valori viene espulso dalla P2.
Nonostante la sua uscita di scena dalla P2, Giancarlo Elia Valori non uscirà poi dalla scena nazionale: Sme, Autostrade, Blu, la sue vicende continuano ad essere al centro del mondo degli affari, la sua figura continua ad essere complessa ed enigmatica, al punto da meritare un “capitolo a parte” nella nostra inchiesta.
Ma fino ad ora abbiamo parlato di eventi del passato che, par quanto drammatici e dolorosi che siano, sono pur sempre un vecchio capitolo dei nostri libri di storia… perché rinvangare oggi queste vicende? “Solo” per non dimenticare?
13 marzo 2003 - TINA ANSELMI: SI STA ATTUANDO IL PIANO DELLA P2
"Il Gazzettino"
TINA ANSELMI
"Si sta compiendo il piano della P2"
Venezia
"Da pochi giorni si è realizzato uno dei punti programmatici della P2: la dissoluzione della Rai come servizio pubblico; uno dei principali obiettivi di Licio Gelli"
Tina Anselmi, che fu presidente della commissione parlamentare relativa alla loggia segreta di Gelli, non ha avuto mezzi termini e, invitata ieri mattina a Venezia, nell'auditorium di Santa Margherita, dal comitato di Ca' Foscari per le Pari opportunità, non si è fatta pregare nell'esprimere in merito le sue opinioni. "Malgrado la pressoché unitaria approvazione parlamentare sulla relazione finale della commissione - ha detto la Anselmi -sulla P2 è calato un voluto silenzio, per smarrimento e per paura. Dei 972 piduisti, alcuni rivestono attualmente incarichi di governo, altri mantengono comunque un potere che non si è stati capaci di azzerare o almeno ridurre". "Sindona e Calvi sono stati uccisi - ha proseguito - mentre la combriccola piduista ancora vive, controllando banche ed enti petroliferi in Argentina ed in Uruguay, in concorso se non fautrice delle crisi economiche presenti in quei Paesi. Simili delinquenti non hanno diritto di cittadinanza e devono essere fermati immediatamente, togliendo loro incarichi e potere: è una scelta da cui dipende il nostro futuro" […]
Tullio Cardona
http://digilander.libero.it/infoprc/aggiogelli.html
Quanto meno, c'è da riflettere!
Fonti:
http://www.rassegna.it/2006/speciali/articoli/argentina/02.htm
http://www.societacivile.it/focus/articoli_focus/Valori_2.html
http://www.almanaccodeimisteri.info/p22004gennaio.htm