Post edited 13:00 – 1 settembre 2010 by AmosBonato
Venerdì scorso, a casa di Maria, si discuteva circa il fatto che la
sinistra "estrema" e la destra "estrema" utilizzassero lo stesso
linguaggio.
In effetti non è del tutto sbagliato, i gruppi di
destra estrema, fin da sempre, hanno usato il linguaggio e la
terminologia "comunista", basti pensare al famigerato gruppo "Ordine
Nuovo".
Chi non conosce con una certa profondità la storia del
movimento comunista italiano non può sapere che "Ordine Nuovo" era il
nome dato alla rivista della frazione comunista dell'allora PSI, rivista
fondata da Antonio Gramsci, in sostanza il progenitore de "L'Unità".
La prima rivista "comunista" apparsa in Italia si chiamava "Ordine Nuovo"…
L'organizzazione "Ordine Nuovo" ha annoverato tra le sue fila anche Giovanni Ventura
e Franco Freda (accusati della Strage di piazza Fontana, processo in
cui in un primo momento venne indagato lo stesso Rauti) e Stefano Delle
Chiaie (in seguito distaccatosi per fondare Avanguardia Nazionale).
Dopo avere cercato di spiegare che da sempre i gruppi di estrema destra,
rivolgendosi alla stessa platea a cui si rivolgono i "comunisti", ne
mutuano parte del linguaggio e della terminogia, ho cercato di
evidenziare che c'è un metodo sicuro per capire, al di là del
linguaggio, chi sta con chi, il metodo è l'analisi di classe!
Analisi di classe che manca completamente alle organizzazini pseudo rivoluzionarie di destra, ma Maria non sembrava molto convinta di questo…
Incollo qui una parte di un articolo di Valerio Evangelisti sulle formazioni politiche che lui chiama "rosso-brune", articolo che tratta proprio di questo aspetto, ovvero la mancanza di qualunque analisi di classe…
Prima di catalogarli, vediamone le idee di fondo (non comuni a tutti i nuclei, ma alla maggior parte):
- L’unione di Europa e Asia (“Eurasia”) è in grado di sconfiggere
l’imperialismo statunitense. Chiaramente, l’attuale Unione Europea non è
un passo avanti in quella direzione (e qui mi sento di concordare);
- A questo fine, va bene l’alleanza con tutti gli Stati e le forze che
perseguono il medesimo obiettivo, dagli integralisti islamici, ai
nazionalisti slavi, a paesi socialisti o socialisteggianti come Cuba, il
Venezuela o altri dell’America Latina;
- Il capitalismo è aborrito, ma identificato in sostanza con le banche e
i grandi fondi di investimento. Nella maggior parte dei casi nelle mani
di ebrei;
- Il conflitto di classe è taciuto o considerato “superato”. Non rientra
negli schemi interpretativi. I rapporti di forza sono diventati
“geopolitici”, e la Russia di Putin, la Cina o il Vietnam che promuovono
il neocapitalismo, l’Iran ecc. sono oggettivamente oppositori del
sistema globale. Le classi escono dal quadro. Si parla di “nazioni”,
“etnie” o “popoli” come surrogato delle classi.
- Nessun “comunitarista” si definirebbe razzista. Ogni comunità deve
mantenere la sua identità culturale, e nel proprio ambiente va più che
bene. Gli esodi di massa verso i paesi più ricchi sono dovuti non a
miseria, ma un piano americano per piegare l’Europa – e la futura
Eurasia. Ovviamente con l’appoggio della finanza internazionale e dei
suoi organi di controllo, che mirano a soffocare la nostra cultura e ad
averci in pugno per debolezza di fronte all’invasione.
- Israele è identificato con gli ebrei in toto, e comanda in pratica il
mondo intero. La resistenza alla politica del governo israeliano è
indifferenziata. Contro gli israeliani, per i rosso-bruni, va bene di
tutto: i palestinesi veri e propri (in tutte le loro componenti, spesso
assai diverse), i talebani, gli estremisti islamici, Ahmadinejad, fino
ai naziskin di quartiere. Il nemico sono “gli ebrei” in genere.
Controllano il sistema finanziario, si sono inventati l’Olocausto per
tenerci sotto ricatto perenne. Ciò li coinvolge come “genus”
potenzialmente pericoloso, a prescindere da età, sesso, cultura, fede
religiosa o non religiosa effettiva, ecc.
Questo “corpus” di idee, condiviso in larga misura ma raramente in ogni
punto, connota vari piccoli gruppi esistenti in Italia, maestri di
confusione.
Il sito Aurora, già citato, è apparentato con la rivista Eurasia, che
fin dal nome denuncia i suoi riferimenti nascosti. Quando Arcoiris TV
trasmetteva via satellite, dedicò a Eurasia anche una rubrica
settimanale, forse senza sospettare che si trattasse di “rosso-bruni”.
Sia Aurora che Eurasia svolgono una cospicua attività editoriale. Sono
fascisti almeno quanto a estrazione, ma lo nascondono con notevole
abilità.
Ancora meglio lo nasconde il sito Comedonchisciotte. Chi lo seguì dalla nascita, ricorda che in principio offriva da scaricare I protocolli dei Savi di Sion.
Adesso pare un sito di estrema sinistra, che colleziona articoli di
ogni tendenza. Fulvio Grimaldi, la cui collocazione a sinistra non è in
discussione, lo linka sul suo blog, quasi fosse affidabile. In effetti
converge su molte valutazioni. Ma questo è un suo problema. In equivoci
analoghi cade abbastanza spesso Giulietto Chiesa, che con i rosso-bruni
condivide l’interpretazione – fondata o meno che sia – degli attentati
dell’11 settembre 2001 come complotto maturato all’interno degli Stati
Uniti. Antiamericanismo viscerale e antisionismo (da leggersi come detto
sopra) sono i punti di forza di Comedonchisciotte, un sito che gode di
una certa popolarità.
Qui va detto, per inciso, che non riconoscere il conflitto di classe
come centrale priva la destra “nazional-bolscevica” della filosofia
della storia propria della sinistra. A ciò sopperisce cercando il motore
degli eventi in cospirazioni raffinate (a volte credibili in parte,
altre volte no), e in gruppi di potere che nascostamente guidano le
scelte palesi di Stati e coalizioni tra nazioni (Gruppo Bildeberg, Club
di Roma, ecc.). Se l’11 settembre è il cavallo di battaglia, attraverso
“personalità” come il saggista americano di estrema destra Webster
Griffin Tarpley (autore tra l’altro di un libro contro Toni Negri,
visto, tanto per cambiare, come manovratore delle BR), in siti che
costeggiano l’area senza appartenervi integralmente, come Luogo Comune,
ciò si estende anche a eventi come la spedizione dell’Apollo 11 sulla
luna, frutto di manipolazione cine-televisiva. L’importante è che ci sia
qualcuno che complotta nell’ombra, dai banchieri ai Savi di Sion
attualizzati.
Malgrado simili bizzarrie, alcuni transfughi della sinistra sono finiti
per approdare alle sponde rosso-brune, con maggiore o minore
consapevolezza. E’ il caso dell’economista Gianfranco La Grassa, allievo
di Antonio Pesenti (firmò con lui un cospicuo Manuale marxista di economia politica),
sempre citato dai “nazional-bolscevichi”; di un altro economista
radicale, Vittorangelo Orati, che a suo tempo collaborava alla Monthly
Review (1); ma soprattutto è il caso del “filosofo marxista” Costanzo
Preve, divenuto un autentico teorico del “comunitarismo”. Ha un suo
sito, Comunismo e Libertà (prima si chiamava Comunitarismo.it), da cui
divulga il nuovo verbo, sempre richiamandosi a Marx.
Tornando all’ala “militante” dei rosso-bruni, ecco Socialismo Nazionale e
Gerarchia, vincolati a Militia, gruppuscolo (un tempo denominato
Movimento Politico Occidentale) che di recente ha avuto guai giudiziari,
anche per le sue connessioni con alcune curve calcistiche di tifosi; ed
ecco Rinascita – Quotidiano di Sinistra Nazionale (da non confondere, è
chiaro, con La Rinascita del PdCI). Il giornale ha una versione
cartacea, non facile da reperire in edicola. Accanto al titolo riporta
una citazione di Nietzsche; i contenuti sembrano di estrema sinistra. In
realtà i fondatori hanno vecchi percorsi che ben poco hanno a che fare
con la storia del movimento operaio. Rimandano invece al terribile
vecchietto ex SS, Jean Thiriart, e alla sua Jeune Europe.
Potrei continuare pagine e pagine con l’elencazione. Mi limito invece a
fare un breve riferimento a un’altra corrente rosso-bruna, di origini
differenti. Si tratta dei seguaci, che si potrebbero definire “fascisti
ecologisti”, del filosofo francese di destra Alain de Benoist. Costoro
hanno circoli, siti e riviste, nonché una casa editrice di dimensioni
non piccole, con sede a Bologna: Arianna Editrice (appoggiata a una
catena distributiva, Macrolibrarsi). Arianna pubblica testi di medicina
alternativa, libri su cospirazioni varie, saggi sulla decrescita e su
forme di illuminazione interna, pamphlet contro il “signoraggio
bancario”. Diffonde quotidianamente un bollettino in rete, in cui hanno
ampio spazio il negazionismo dell’Olocausto, le tesi sul superamento
delle distinzioni tra destra e sinistra, la geopolitica di impostazione
“eurasiatica”.
Cosa pensare di tutto ciò? Ho inteso limitarmi a una semplice, sommaria
rassegna. La mia idea è che la “crisi delle ideologie” non si sia
abbattuta solo sulle forze del movimento di classe, ma abbia lasciato
orfana anche parte della destra più aggressiva, desiderosa di scendere
sul terreno del sociale a occupare le piazze lasciate vuote da una
sinistra sfiancata. Lo fa ripescando teorie ambigue e tutt’altro che
nuove, come si è visto. Vi riuscirà? Non ci si faccia illusioni sui
numeri, i “rosso-bruni” sono pochi ma non mancano di potenziale di
crescita. L’unico modo per impedirlo è che quelle piazze tornino a
riempirsi di bandiere rosse.