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Lampad’ARIA

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E bando fu…

Riproponiamo qui di seguito la puntata di caccia al fotone del 9 ottobre 2009 dedicata al bando di EDI. Per l’occasione con una doppia intervista a Ugo Bardi, direttore di Aspo Italia, e Amos Bonato, autore dell’inchiesta giornalistica “salviamo EDI” su Babylonbus.

Interessanti approfondimenti sul paradosso di Jevons, sulla reale utilità delle lampadine a basso consumo, e sull’attuale mancanza di un processo di riciclaggio delle cfl. In fin dei conti la nostra vecchia cara EDI era più ecologica della CFL…

La lampadina che fa risparmiare acqua

Alle CFL (Compact Fluorescent Lamp), meglio note come “lampade a basso consumo” o “lampade a risparmio energetico”, si attribuiscono proprietà taumaturgiche e miracolose sia sul versante del risparmio domestico che sul quello della riduzione dell’emissione di CO2. In realtà esse non riescono a fare risparmiare altro che acqua, tra l’altro neanche tanta. Sembra una boutade, ma non lo è. La prossima messa la bando delle lampadine ad incandescenza, che nelle intenzioni dichiarate dai promotori e dai legislatori dovrebbe porre le condizioni per una diminuzione dell’emissione di CO2, si risolverà nella realtà in un’enorme favore ai produttori di CFL e nel peggioramento dello stato dell’ambiente.

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Mercurio e il pianeta Terra

Dopo avere affrontato l’argomento emissione di CO2 affrontiamo ora quello del mercurio contenuto nelle CFL e alcuni aspetti del loro corretto smaltimento.
I produttori riferiscono che in ogni CFL sono presenti dai 2 ai 5 mg di mercurio: una quantità paragonabile alla punta di uno spillo.
Nonostante sia risaputo che il mercurio è uno dei veleni più potenti, la sua quantità all’nterno delle CFL sembrerebbe quasi irrilevante. Ma non è così.
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Longevità e mortalità infantile

Tra le principali caratteristiche delle CFL spicca la maggiore durata rispetto alle lampade a incandescenza. Uno degli argomenti spesso usati dai “tifosi” delle CFL riguarda la loro lunga vita unita al minor consumo energetico: nonostante il costo maggiore rispetto alle lampade tradizionali questi due fattori le rende estremamente convenienti.

Questa convenienza si riflette sul piano del risparmio domestico con una bolletta più leggera, e sul piano ambientale con la riduzione dell’emissione di CO2 dovuta al minor lavoro delle centrali termoelettriche. Non è esattamente così. Abbiamo già visto che, almeno in Italia, la riduzione dell’emissione di CO2 dovuta al risparmio sull’illuminazione è di fatto impossibile a causa della modalità di produzione dell’energia elettrica.
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