Archivi per la categoria ‘Inchieste’
Sportello del cittadino – WELCOME TO TRIVENTO!
Quando si vuole visitare un luogo, molti hanno l’abitudine di cercare informazioni sulle attività e le cose da vedere, andando direttamente sul sito del comune in questione. Digitiamo allora “Trivento” e cerchiamo il sito del comune: ovviamente è la prima voce nella pagina di Google, per cui clicchiamo sul link indicato ed entriamo nel sito.
By Maria Genovese
Sportello del cittadino – THE BUTTERFLY EFFECT
Prima di avventurarci nel nostro viaggio tra i comuni, virtuosi e non, facciamo prima una capatina nel comune X, nella provincia di Y per osservare senza pregiudizi politici la situazione che vive.
By Maria Genovese
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Sportello del cittadino – Viaggio nei comuni di un paese che non è in crisi
Chi non ha mai avuto a che fare con lo “sportello del cittadino”? Quello sportello del comune dove vieni accolto di solito da una impiegata annoiata, che si muove con lentezza o in maniera sgarbata pensando alla litigata avuta col marito prima di uscire di casa, mentre tu hai bisogno soltanto di rinnovare la tua carta di identità e correre in ufficio.
Quello sportello è solo il punto di arrivo di una serie di uffici e servizi, che vanno dallo “Stato civile”, all’”Anagrafe”, ai “Servizi Demografici” e all’”Ufficio elettorale”. Il cuore di un comune: il luogo in cui sono racchiuse le vite, tra nascita e morte, degli abitanti di un paese. I loro matrimoni, le loro nascite, il loro diritto all’esercizio del voto, i loro cambi di residenza. Una materia complessa, in costante evoluzione, tra leggi e decreti che rendono le cose più complicate: pensate solo al “pacchetto sicurezza” con gli emendamenti sull’immigrazione. Un matrimonio tra un rumeno ed una araba diventa un affare di stato.
E bando fu…
Riproponiamo qui di seguito la puntata di caccia al fotone del 9 ottobre 2009 dedicata al bando di EDI. Per l’occasione con una doppia intervista a Ugo Bardi, direttore di Aspo Italia, e Amos Bonato, autore dell’inchiesta giornalistica “salviamo EDI” su Babylonbus.
Interessanti approfondimenti sul paradosso di Jevons, sulla reale utilità delle lampadine a basso consumo, e sull’attuale mancanza di un processo di riciclaggio delle cfl. In fin dei conti la nostra vecchia cara EDI era più ecologica della CFL…
La lampadina che fa risparmiare acqua
Alle CFL (Compact Fluorescent Lamp), meglio note come “lampade a basso consumo” o “lampade a risparmio energetico”, si attribuiscono proprietà taumaturgiche e miracolose sia sul versante del risparmio domestico che sul quello della riduzione dell’emissione di CO2. In realtà esse non riescono a fare risparmiare altro che acqua, tra l’altro neanche tanta. Sembra una boutade, ma non lo è. La prossima messa la bando delle lampadine ad incandescenza, che nelle intenzioni dichiarate dai promotori e dai legislatori dovrebbe porre le condizioni per una diminuzione dell’emissione di CO2, si risolverà nella realtà in un’enorme favore ai produttori di CFL e nel peggioramento dello stato dell’ambiente.
Mercurio e il pianeta Terra
Dopo avere affrontato l’argomento emissione di CO2 affrontiamo ora quello del mercurio contenuto nelle CFL e alcuni aspetti del loro corretto smaltimento.
I produttori riferiscono che in ogni CFL sono presenti dai 2 ai 5 mg di mercurio: una quantità paragonabile alla punta di uno spillo.
Nonostante sia risaputo che il mercurio è uno dei veleni più potenti, la sua quantità all’nterno delle CFL sembrerebbe quasi irrilevante. Ma non è così.
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Longevità e mortalità infantile
Tra le principali caratteristiche delle CFL spicca la maggiore durata rispetto alle lampade a incandescenza. Uno degli argomenti spesso usati dai “tifosi” delle CFL riguarda la loro lunga vita unita al minor consumo energetico: nonostante il costo maggiore rispetto alle lampade tradizionali questi due fattori le rende estremamente convenienti.
Questa convenienza si riflette sul piano del risparmio domestico con una bolletta più leggera, e sul piano ambientale con la riduzione dell’emissione di CO2 dovuta al minor lavoro delle centrali termoelettriche. Non è esattamente così. Abbiamo già visto che, almeno in Italia, la riduzione dell’emissione di CO2 dovuta al risparmio sull’illuminazione è di fatto impossibile a causa della modalità di produzione dell’energia elettrica.
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Ricordando Montagna Longa
Dopo 27 anni di silenzio e pochissimi giornalisti intressati alla storia, finalmente si riparla di Montagna Longa
Clicca qui per vedere il video tratto dalla puntata di Chi l’ha Visto del 14/12/2009
La nostra inchiesta:
Montagna Longa, sciagura di Stato? (parte 1°)
Montagna Longa, sciagura di Stato? (parte 2°)
Montagna Longa, sciagura di Stato? (parte 3°)
Rumore di Fondo – Quella sporca dozzina
Campi Bisenzio, 22 novembre – 11° vertice antimafia
“Mica vorrai parlarne sul serio? Ma sembrano usciti da Quella sporca dozzina!“
Quella sporca dozzina: anche se non sono dodici mi sembra un bel titolo per un articolo che parli della security della Fondazione Caponnetto, tanto che lo stesso Salvatore Calleri, il presidente della Fondazione che così scherzosamente
By Maria Genovese
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