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La “bufala” verde e l’incubo dell’Adriatico effervescente
La “bufala” verde e l’incubo dell’Adriatico effervescente.
Il 12 luglio 2010, a Fusina, (VE) i vertici Enel hanno inaugurato con grande enfasi il primo impianto di produzione di energia elettrica a idrogeno.
I numeri: 50 milioni di investimento, 16 megawatt di potenza totale e 60 milioni di chilowattora all’anno, pari al fabbisogno di circa 20 mila famiglie.
Questa centrale, secondo quanto riportato dai media, è una centrale a “zero emissioni” e dovrebbe consentire un risparmio di emissioni di CO2 pari a 17 mila tonnellate annue.
Nessuno lo ammetterà mai, ma non è affatto vero. E allora proviamo a dimostrarlo.
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Dal 1° Luglio tariffe biorarie
Luce, da 1° luglio tariffe biorarie per 4,5 mln famiglie
ROMA (Reuters) – Dal prossimo 1 luglio 4,5 milioni di famiglie italiane riceveranno una bolletta dell’energia elettrica calcolata con i nuovi prezzi biorari, differenziati cioè a seconda dei momenti di utilizzo.
Usare l’elettricità sarà più conveniente dalle 19 alle 8 nei giorni feriali, nei week end e nei festivi, mentre costerà di più dalle 8 alle 19 dei giorni lavorativi, quando la domanda e i costi sono più elevati.
Lo comunica l’Autorità per l’energia elettrica e il gas precisando che il nuovo tariffario interesserà gradualmente tutte le famiglie che non abbiano cambiato contratto scegliendo fra altre offerte sul mercato libero.
Ancora Pomigliano
Pomigliano, ora il Lingotto
pensa ad un piano C
Marchionne pensa di chiudere e ripartire con una nuova società. La newco rileverebbe lo stabilimento e riassumerebbe i 5mila operai ma con il contratto aziendale che ricalca la proposta della Fiat…
Titolo di Repubblica del 21/06/2010
In sostanza; domani ci sarà un referendum in cui la domanda di fatto é:
Vuoi il lavoro senza diritti, o i diritti senza lavoro?
Nella malaugurata ipotesi, per la FIAT, che il referendum non sia un plebiscito per il lavoro senza diritti, allora si chiude Pomigliano e lo si riapre imponendo comunque il lavoro senza diritti…
Una cosa del genere se fosse in ambito giudiziario sarebbe un precedente, un riferimento per future sentenze, come si dice in gergo, quella sentenza fa giurisprudenza.
Se lasciamo passare questa, a cascata ne seguiranno tante altre, anche se parecchi dirigenti del PD si affannano a dire che l’accordo va firmato ma che non deve diventare un modello…. che ipocriti!!!
Lo sanno benissimo che se passa diventerà un modello, come può essere altrimenti?
Abbiamo visto in questi giorni che l’operaio, ancora prima di pensare ad una forma di lotta, è già un fannullone assenteista, che sciopera per vedere la nazionale di calcio giocare pure di merda, che appena può si mette in malattia… dovrebbe invece baciarsi i gomiti perchè ha un lavoro, e questo lavoro ce l’ha grazie alla magnanimità dei capitalisti, che se volessero potrebbero spostare tutta la produzione in Polonia o in Brasile, dove conviene di più al momento!
E questi operai, pezzenti e ignoranti, invece di ringraziare vogliono scioperare!!!
Se passa una roba del genere, come purtroppo penso che passi, si aprirà una capitolo molto nero e triste per tutti noi.
Saremo sempre più esposti al ricatto del profitto altrui, la nostra vita dipenderà sempre più dalle convenienze di questa o quella multinazionale, e i piccoli imprenditori anche quelli più “umani” non potranno fare altro che cavalcare l’onda, se non vogliono annegare anche loro.
Il fascismo nacque nel 1920 per “bastonare” fisicamente gli operai in lotta per condizioni di lavoro più umane, ora non c’è più bisogno di bastonarli, è sufficiente la gogna mediatica…
Pomigliano: Lettera dalla Polonia
La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli altri.
E a Tychy lo abbiamo fatto.
La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend). Leggi il resto di questo articolo »
Dalla Costituzione della Germania 1949
Articolo 66 (Incompatibilità)
Il Cancelliere federale e i ministri federali non possono esercitare nessuna altra funzione pubblica remunerata, nessuna professione o mestiere, così come non possono far parte né della direzione, né, senza l’approvazione del Bundestag, del consiglio di amministrazione di una impresa con scopo di lucro.
Se ti dico Ustica, cosa mi dici?
Una giornalista di Città del Capo Radio Metropolitana di Bologna ha rivolto questa domanda a diversi giovani in zona universitaria, queste sono state le risposte:
Ammetto la mia ignoranza.
L’incidente aereo.
L’aereo… no, non mi ricordo.
Ahh si… mmm così su due piedi non lo so, per favore lasciamo stare.
L’isola di Ustica.
Oddio… sì, l’isola vicino alla Sicilia.
Buio, non mi viene in mente nulla, se me lo contestualizzi un po’…
Un verbo latino…
Una strage nel 1980, una strage fascista…
La strage, un’aereo partito da Bologna doveva arrivare a Palermo, sembra che sia stato abbattuto in volo da caccia americani partiti dalla Sardegna.
Un panorama desolante, l’unica nota positiva, se si vuole usare questo termine, è che nessuno ha addossato una qualche colpa alle Brigate Rosse…
Primo Maggio con scioperi…
Non trovo parole per commentare adeguatamente.
Nel giorno in cui si celebra la Festa dei lavoratori, le serrande dei negozi resteranno alzate in diverse città del Paese, in nome della “lotta alla crisi”.
Come se bastasse un giorno di shopping per risolvere i problemi di un commercio sempre più in difficoltà e di lavoratori sempre più precari e sfruttati.
Così i sindacati sono stati costretti a proclamare uno sciopero per il 1° Maggio… roba da non credere.
Riporto il testo di un volantino dei sindacati confederali della provincia di Siena.
1° MAGGIO FESTA DEL LAVORO
FACCIAMOLO FESTEGGIARE ANCHE ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DEL COMMERCIO !!!
Guardare al passato per immaginare il futuro.
Da diverso tempo il mondo dell’informazione si concentra unicamente sul presente e sul futuro a breve termine, che quando va bene non è altro che un “presente” differito di pochi giorni o al massimo settimane.
Sempre più spesso per avere un’idea di quanto sta accadendo non serve leggere avidamente le ultime notizie e i relativi commenti, ma occorre fare uno sforzo e ripensare agli avvenimenti di qualche anno prima.
La Donna o Regina
Donna, detta anche Regina:
La Donna è il pezzo più forte dello schieramento, può muovere in ogni direzione, orizzontale, verticale e in diagonale di quante caselle si desidera, non può saltare nessun altro pezzo, sia esso proprio oppure dell’avversario.
Se posizionata al centro di una scacchiera vuota la Donna può muovere in 27 caselle, nella figura contrassegnate da un pallino, se collocata in un angolo o sul bordo della scacchiera le caselle disponibili scendono a 21.
Soltanto la Torre in qualunque casella si trovi, anche se collocata in un angolo, controlla sempre 14 caselle, 7 in verticale e 7 in orizzontale, tutti gli altri pezzi se collocati al centro della scacchiera controllano un maggior numero di caselle rispetto ad una posizione decentrata.
Questo è il pricipale motivo che spiega l’importanza strategica del centro della scacchiera, chi riesce a disporre i suoi pezzi il più possibile al centro della scacchiera si assicura il controllo di più caselle e quindi di un maggior numero di mosse possibili rispetto a chi dispone i pezzi vicino ai bordi della scacchiera, questo argomento verrà approfondito in seguito.
La Donna è un pezzo molto complesso da giocare, essendo il pezzo più forte non possiamo permetterci di perderla, significherebbe andare incontro ad una inevitabile sconfitta, a meno che non la si “sacrifichi” volontariamente per dare scacco matto in poche mosse, ma questo è un caso molto particolare.
Generalmente quando si perde la Donna la partita si può considerare persa.
Non bisogna mai sviluppare la Donna prima degli altri pezzi, perché può essere oggetto di attacchi, bisogna anche prestare molta attenzione alle case in cui collocarla.
Un buon giocatore segue queste regole di buon senso:
- non muovere troppo presto la Donna; la sua collocazione ottimale dipende dalla posizione degli altri pezzi, principalmente Alfieri e Cavalli, ma anche dalla posizione delle Torri e dalla struttura dei Pedoni.
- Evitare di portare la Donna in spazi ristretti perché potrebbe crearsi una situazione in cui la Donna si trova senza case di fuga.
- Nel centro partita in posizioni aperte (cioè con molte caselle a disposizione) è opportuno portarla il più possibile al centro della scacchiera, dove può controllare un maggior numero di caselle e creare minacce su più punti dello schieramento avversario.
Un esempio:
Collocandosi nella casella e4, la Donna attacca il punto h7 minacciando di dare scacco matto grazie all’appoggio dell’Alfiere in c2, contemporaneamente attacca anche la Torre nera in a8.
Il nero può sventare la minaccia dello scacco matto spingendo di un passo il proprio pedone in g6, ma non può contemporaneamente difendere anche la Torre, che verrà presa alla mossa successiva, dando al bianco un vantaggio generalmente decisivo.
La Donna (anche la Torre) è un pezzo maggiore, ovvero è in grado di dare scacco matto al Re avversario con il solo aiuto del proprio Re.
Vediamo un paio di posizioni come esempio
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In entrambi i casi il Re nero è in scacco matto, nella figura a sinistra è il Re bianco a svolgere la funzione di controllare un maggior numero di vie di fuga del Re nero, la Donna da scacco e controlla la colonna a, il Re bianco invece controlla le rimanenti tre caselle di possibile fuga del Re Nero.
Se al posto della Donna ci mettiamo una Torre sarebbe ugualmente scacco matto, nella figura a destra il Re bianco svolge invece un ruolo meno attivo, limitandosi a difendere la Donna, se in questo caso proviamo a sostituire la Donna con una Torre non sarebbe scacco matto, il Re nero avrebbe due caselle di fuga sull’ ultima traversa, ovvero le caselle c8 ed e8.
E’ conveniente cercare di raggiungere una posizione di scacco matto somigliante alla prima figura, cercando di tenere la Donna il più lontano possibile dal Re avversario, questo allo scopo di evitare la spiacevole sorpresa di finire in una posizione di stallo, ovvero pareggiando una partita già stravinta.
Ecco un esempio di posizione di stallo dovuta a sicura disattenzione, ma che si verifica solamente se in precedenza c’è stato un uso errato della Donna.
La mossa è al nero, ma non è possibile fare alcuna mossa legale e il Re non si trova sotto scacco, ovvero nessun pezzo bianco lo minaccia direttamente, la partita è patta, pareggio.
Molto spesso i principianti finiscono in posizioni simili a quella in figura, questo a causa di un utilizzo non corretto della Donna.
I principianti normalmente cercano di fare tutto con la sola Donna, non tenendo in considerazione il Re.
Anche se il Re è più debole della Donna, è comunque un pezzo forte e indispensabile, lo scacco matto dipende principalmente dalla posizione del Re più che dal pezzo che da lo scacco conclusivo.












