L’OROLOGIO

Schermata del 2016-07-22 01_05_28

Quando è nata l’idea di questo lavoro non avevamo chiara l’idea di cosa dovesse essere.
Non volevamo celebrare: c’è un luogo ed un momento decisamente più opportuno.
Non volevamo denunciare: cos’altro denunci?
Non volevamo ricordare: la memoria è un esercizio sterile quando fine a se stesso.
Ci siamo però posti una domanda: che obiettivo si pone chi fa azioni del genere? Disorientamento, paura, richiesta di controllo e sicurezza che consente di accettare una perdita di libertà.
E allora il senso e la forma sono venuti da se, e abbiamo scelto di rappresentare il “prima”: la quotidianità che lo sconcerto interrompe, a cui si deve reagire, rifiutando la prigione in cui ci si chiuderebbe naturalmente per reazione.
Ed oggi, tutto questo, acquista ancora più senso. Perché a questo serve la nostra memoria collettiva… Non solo riconoscere l’orrore, ma non lasciare che vinca.
Scusateci se cercheremo anche il vostro sorriso… Il sorriso è terapeutico, per superare l’orrore.

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