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Fanfarlo – Reservoir

Fanfarlo – Reservoir – Warner Music

Recensione di Andrea Turetta

E’ uscito in questi giorni l’album dei Fanfarlo, “Reservoir”. Un disco che scorre piacevolmente sul nostro lettore e che ci presenta un gruppo di indubbia qualità. Tra i brani migliori segnalo, “Luna” e “Comets”. La passione, l’ossessione, la dissolutezza del rigore intellettuale; cuore e sentimenti che si scontrano con la mente e la materia, il tema ricorrente dei Fanfarlo. Mentre con dolorosa e tremolante bellezza si riportano in vita strumenti antichi, una bizzarra raccolta di personaggi si unisce a noi. Ognuno un’involontaria metafora dei Fanfarlo – la ricerca irrazionale di una mente oltremodo intellettuale.

La discesa nella pazzia di Howard Hughes (I’m A Pilot); la delusione di Pellegrino Ernetti (The Walls Are Coming Down) e l’assurda carriera di Harold T. Wilkins, spaziano da melodia dolcemente sussurrate a pop orchestrale. Più e più volte la band trova il modo di rispecchiare la furia impotente delle parole. Cathy Lucas (violino, tastiere, voce), Justin Finch (basso). Amos Memon (batteria) e Leon Beckenham (tromba, tastiere) si adoperano tutti affinché i Fanfarlo sfuggano a un formato definito. Arrivando a conclusioni meno che ovvie di rompicapi musicali: seghe, clarinetti, violoncelli, mandolini, ukulele, armoniche, battiti di mani e di piedi.

Non c’è dubbio che tutti i membri dei Fanfarlo sono intelligenti topi di biblioteca ma quando si mettono a fare musica insieme, si muovono a un livello più spontaneo. Per essere una band così multietnica – il frontman Simon Balthazar è di Gothenburg – hanno una certa vena artistica irrequieta e furtiva. Una propensione a evitare le restrizioni delle mura domestiche, lottando con i desideri del cuore, il luogo distante di una casa che brucia (Fire Escape); un villaggio che annega (Ghost); e le sensazioni fastidiose dell’espansione urbanistica (Luna).

Chitarre intrappolate e in crescendo, un accordo di piano pestato con insistenza o un ritmo sinistro, il fervore con cui suonano è commovente e coinvolgente… Fanfarlo, il ballerino di cui scriveva Baudelaire, impossibile oggetto del desiderio e oggetto di un’ossessione cui non si può sfuggire.

“Cerco sempre di scrivere dei testi semplici che la gente possa afferrare e capire ma finiscono sempre per diventare impenetrabili,” afferma il frontman dei Fanfarlo Simon Balthazar. “Poi tento di scrivere della musica profonda, serie e anche difficile e in qualche modo continua a venire fuori pop.”

È un bel problema e i Fanfarlo se ne approfittano alla grande. La sconcertante varietà di personaggi e scene in Reservoir, arrivano carichi di ritornelli memorabili. Registrato in un mese e mezzo con Peter Katis (The National, Interpol) nello studio della sua casa a Bridgeport, Connecticut, per la band è stato un processo formativo.

I primi singoli dei Fanfarlo, supportati da esibizioni vincenti, divennero presto tra gli argomenti più discussi della blogosfera, sia in Europa sia negli Stati Uniti. Ma per quanto buoni all’inizio quei singoli sembrassero – Talking Backwards (Fortuna Pop), You Are One Of The Few Outsiders Who Really Understands Us (Fandango), Fire Escape (White Heat) e Harold T.Wilkins (Felt Tip) – fu niente se paragonati al miglioramento che il gruppo fece durante quelle poche brevi settimane nel New England.

Lavorare con Peter fu la prima opportunità che la band ebbe di esplorare adeguatamente le potenzialità del gruppo. Cathy Lucas – la proprietaria delle caratteristiche parti vocali dei Fanfarlo – è conscia del nuovo spazio che la band occupa, “Peter trovava immediatamente il giusto suono ed io incominciavo a pensare che sarebbe potuto diventare molto più che una serie di canzoni…”

“Ho sempre pensato alla grande con questa band”, si entusiasma Simon. “Desiderare di fare musica che tutti avrebbero amato, che mi era sempre sembrata un’attesa realistica, visto la risposta del pubblico durante i nostri concerti… è un incredibile sollievo essere in grado di dire, sì, questo è come dovrebbe suonare.”

Tracklist:

01 – I’M A PILOT
02 – GHOSTS
03 – LUNA
04 – COMETS
05 – FIRE ESCAPE
06 – THE WALLS ARE COMING DOWN
07 – DROWNING MEN
08 – IF IT IS GROWING
09 – HAROLD T. WILKINS, OR HOW TO WAIT FOR A VERY LONG TIME
10 – FINISH LINE
11 – GOOD MORNING MIDNIGHT

Siti del gruppo:

www.fanfarlo.com
www.myspace.com/fanfarlo

www.warnermusic.it

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