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Intervista con Amaury Cambuzat

Intervista con Amaury Cambuzat

Di Andrea Turetta

Esce a Settembre “The sorcerer”, album solista di Amaury Cambuzat, leader degli Ulan Bator Questo suo nuovo lavoro discografico è il risultato dell’ispirazione avuta nel musicare il controverso capolavoro della filmografia muta “Tabù. A story of the South Seas” del regista Friedrich Wilhelm Murnau del 1931 (noto a più per aver firmato il capolavoro Nosferatu il vampiro). Una dimensione inedita quella di “THE SORCERER”, colonna sonora in cui Cambuzat sicuro dei dogmi profetìzzati in questi anni sì lancia in un nuove viaggio fascinoso ed esotico. Nell’occasione ci ha rilasciato un’intervista che vi proponiamo…

Hai ultimato il tuo album “The sorcerer”. E’ un progetto musicale cui hai dovuto destinare una particolare attenzione?
In realtà, “The Sorcerer” e nato prima come colonna sonora per un live-set (ciné-concerto) di musica che ho scritto sopra l’ultimo film di di F.W. Murnau : “Tabù”, film muto uscito allora nel 1931. Ho lavorato un paio di mesi dopo di che sono andato subito a presentarlo in alcuni club o teatri a Parigi, Benevento, Milano, Torino, Pescara di recente, ecc. Per me, non essendo un “folk Singer” era l’occasione di suonare come solista qualcosa di diverso invece di provare a rifare da solo e dal vivo musica vicina a quella degli Ulan Bator. L’approccio e stato completamente diverso. ho potuto sperimentare anche con le ritmiche ma sopra tutto con tesature più elettroniche anche se per me rimane un disco molto impregnato dalle mie chitarre.

Rispetto ai tuoi lavori firmati con Ulan Bator e Faust, hai dovuto comporre in maniera piuttosto diversa o, nella base, non ci sono state grosse differenze?
Sono sempre partito da improvvisazioni ma questa volta dovendo anche seguire la trama del film di Murnau, ho avuto a che fare con le emozioni che mi trasmettevano le immagini del film e la storia abbastanza drammatica. Poi, il fatto di non dovere scrivere testi (album totalmente strumentale) mi ha permesso di essere più veloce nella realizzazione del disco.

“The sorcerer” è ispirato al lavoro cinematografico di Friedrich Wilheim Murnau, “Tabù. A story of the South Seas”… Grande amore verso il Cinema quindi ma suppongo, anche verso le opere di questo regista…
Sono un amante del cinema ma non un appassionato. Trovo molto interessante sonorizzare il cinema muto. Era forse la parte meno importante a l’epoca: un pianista suonava durante la proiezione ma secondo me, la colonna sonora di un film spesso volentieri contribuì tantissimo al successo di un film, a l’esaltazione delle immagine, della storia… Avevo già con i Faust sonorizzato dal vivo un altro film di F.W. Murnau: “Nosferatu” che tra l’ altro e il suo film più famoso. Stavolta, non volevo seguire musicalmente un film a connotazione “dark”. L’hanno, l’abbiamo fatto in tanti. “Tabù” dimostra di più un aspetto “romantico”, “poetico” o ancora “tragico” del cinema di Murnau. Il tutto in un contesto esotico. Ed e proprio su quello che volevo lavorare.

E’ stato difficile far nascere questo tuo nuovo album?
Dal momento in cui mi e venuta l’idea, ho iniziato a lavorarci sopra e in un paio di mesi ho finito la composizione. Dopo di che, ho dovuto lavorare per renderlo un disco di 47 minuti (la durata del film è di 120 minuti) lavorando su una sintesi di tutte le atmosfere, idee che avevo elaborato.

Quali pensi possano essere i punti di forza di “The sorcerer”?
La poesia che ho provato a trasmettere, la spontaneità nella registrazione, la varietà tra le tante atmosfere… Non e un disco perfetto ma molto sincero credo (?)

Quali credi debbano essere le qualità di un buon autore di canzoni?
Non pretendo di potere rispondere a questa domanda. Credo che per scrivere qualcosa di valido ci voglia tanta sincerità. Tutto qui. Di qualsiasi genere di musica si tratti.

Come trovi cambiato il panorama musicale da quando hai iniziato a farvi i primi passi ad oggi?
Trovo meno sincerità. Tutto oggi dipende del marketing non più della qualità. Non giudichiamo più con il cuore ma con la mente, forse… E come se l’espressione : “avere la pelle d’oca” era uscita dal nostro vocabolario. A volte mi sembra tutto oggi veicolato da stereotipi musicali ed e per quello che valorizzo la “sincerità” musicale.

Quando si compongono delle nuove canzoni, si sente una sorta di responsabilità anche nei confronti degli ascoltatori che avranno poi modo di prendere in esame il disco ultimato?
A me sinceramente non importa molto quello che pensa la gente. Faccio quello che mi piace. Funziona meglio. Non piace, fa niente. La responsabilità artistica finisce a me stesso. Tutto quello che ho fatto durante la mia umile carriera artistica erano solamente cose che mi sembravano giuste di fare. Non mi sono mai fatto la domanda se mi conveniva o meno. Per esempio, fare uscire un disco come “Tabù” potrebbe essere un rischio visto che potrebbe anche non piacere ai fan di Ulan Bator ma, non importa. E come volere a tutti costi ritoccare con Photoshop una tua foto per sembrare più bello. Se sei brutto rimani brutto. Credo che sia più bello fare vedere diverse faccette di se stesso invece di rimanere sul sicuro facendo solo quello che si aspettano gli altri di te.

Quali sono le difficoltà che si incontrano quando si scrive un nuovo brano?
Devi solo avere l’inspirazione. Una volta che ti arriva, nulla ti può fermare. Stessa cosa per un testo. Puoi rimanere dieci ore davanti a una pagina bianca. Dopo di che, quando ti arriva la prima frase, si parte!

Capita di non essere soddisfatti di qualche canzone? Magari l’avresti realizzata con un “vestito” diverso…
Ci sono mille modi di “dare vita” a una canzone ma a la fine, c’è un modo solo per farla a un momento preciso in cui ti trovi. Ti posso dire che sono felice di tutto quello che ho fatto fino ad ora, avrei potuto fare tutto in un altro modo. Ma io vivo al presente. Quello che e stato fatto rimane dietro. Mi interessa di più quello che sto facendo al momento e quello che sto per fare in un futuro prossimo.

Quali sono i tuoi momenti artistici da immortalare?
Non sono una persona nostalgica. Veramente. Ti posso dire che aprire i concerti di CSI nel 1998 davanti a 10 000 persone è stato bello. suonare al Roskilde festival, lavorare con Michael Gira (Swans), con Robin Guthrie (Cocteau Twins) pure… Potere creare la mia etichetta Acid Cobra, fare tanti concerti, avere al mio fianco in Ulan Bator un musicista come James Johnston, suonare a l’ATP ultimamente con i Faust… Ce ne sono tanti. La mia vita in generale viene spesso vissuta come una cosa bella nonostante le difficoltà. Mi sento felice di essere qua con ancora una gran voglia di fare.

In studio ci sono stati dei tempi di lavoro molto serrati? C’era una tabella di marcia da seguire in maniera precisa?
Parli in generale o di questo disco “The Sorcerer” ? Per quanto riguarda questo ultimo, ho preso tutto il tempo che mi serviva. l’ho registrato e mixato tutto nel mio studio. La collaborazione con la Deambula records che mi ha fortunatamente spinto a finire questo lavoro ma ero già arrivato a un buon punto.

Quando scrivi un pezzo, ti affidi all’istinto o alla razionalità?
Istinto! Mi sento come un vettore, a volte penso che l’ispirazione non arriva nemmeno da me ma attraverso me :)

Per chiudere, “Una musica può fare”…?
Piangere, ridere, volare, nuotare, mangiare, vomitare, scopare, vivere, morire, meditare, spegnere lo stereo.

Sito dell’artista:
www.myspace.com/amaurycambuzat

www.acidcobrarecords.com
www.myspace.com/acidcobra

www.myspace.com/deambularecords

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