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Intervista con i Marla Singer

Intervista con i Marla Singer

Di Andrea Turetta

“TEMPI DI CRISI” è il titolo del nuovo album dei MARLA SINGER, prodotto da Alessandro Guasconi (anche bassista della band) e da Luca Pernici (produttore tra gli altri di LIGABUE, IL NUCLEO, RIO, AH, WILDNESS!). La band si forma nel 2002 a Siena, passa alcuni mesi in sala prove e, dopo avere preso in prestito il nome dell’anti-eroina del romanzo/film cult “Fight Club” scritto da Chuck Pahlaniuk e diretto da David Fincher, debutta dal vivo nel Giugno dello stesso anno. Nell’occasione vince a Siena il concorso “La Città Aromatica”… Ecco l’intervista gentilmente concessa dal gruppo…

Avete qualche disco all’attivo. Come trovate sia cambiata la vostra musica dagli inizi ad oggi?
È cambiata relativamente al nostro cambiamento come persone… Soprattutto nei testi è emersa la necessità di aggiungere all’intimismo uno sguardo verso l’esterno. Il linguaggio sonoro resta quello del rock, contaminato da vari elementi.

E’ complicato mettere insieme delle canzoni di qualità che possano raggiungere un buon numero di persone?
Indubbiamente… Fare le cose a tavolino riteniamo comunque sia poco produttivo, le buone canzoni arrivano quando ce le hai dentro, non programmandole… Ed il fatto che possano raggiungere un grande pubblico dipende tanto dalla qualità della canzone quanto dalla promozione/comunicazione che c’è poi… Ma se non hai niente da dire hai anche ben poco da fare.

Quando è pronto un nuovo disco, sentite una certa responsabilità o in qualche modo vi preoccupate per come verrà accolto da critica e pubblico?
Sentiamo una certa responsabilità ma verso noi stessi, siamo perfezionisti… Una volta che siamo soddisfatti di ciò che mettiamo in vendita il pubblico non ci preoccupa, è sovrano e decide come vuole… La critica lo stesso… Noi crediamo molto nel coinvolgimento diretto del pubblico… Interpelliamo il nostro seguito in più momenti della promozione,perchè la condivisione è uno degli aspetti che più ci piace della comunicazione… E coinvolgendo il nostro pubblico cerchiamo di farlo diventare più critico e più consapevole delle proprie scelte.

Oggi, nel mondo della musica, che cosa vi appassiona e cosa no?
Ci appassiona suonare, ascoltare, comporre, arrangiare, fare concerti, foto, collaborare con altri musicisti e con i fans più attivi e volenterosi… Tutto ciò che è passione e spirito d’iniziativa. Non ci appassiona l’atteggiamento sterile e l’immobilismo di casta di molti addetti ai lavori, un vero peccato… Proprio in ‘tempi di crisi’ riteniamo si debba avere il coraggio di rischiare qualcosa in più.

Tra le persone che hanno creduto in voi, credo ci sia Luca Pernici… Com’è nata questa vostra intesa?
Luca è stato il primo a credere veramente in noi. Lo abbiamo conosciuto nel 2003 dopo la vittoria a Sanremo Rock,episodio che aveva smosso l’interesse dei primi discografici intorno ai Marla Singer. Aveva appena prodotto il disco di debutto de Il Nucleo e veniva da diverse esperienze importanti nella musica elettronica. Un discografico gli fece sentire le nostre cose… Pochi giorni dopo Luca ci chiamò dicendoci che gli eravamo piaciuti moltissimo… Una collaborazione che è proseguita con affetto ed amicizia… Luca si è messo in gioco tanto quanto noi e oggi è anche il nostro editore, oltre che produttore artistico. Musicalmente è molto preparato e con Alessandro Guasconi, più tecnico da studio, formano una bella sinergia di competenze che si compenetrano. Con Luca ci siamo spesso ‘aspettati’, rispettando i vari ulteriori impegni professionali per riuscire a finire il disco insieme… Questo è uno dei motivi per cui l’album è uscito così tardi rispetto al primo… In mezzo ci sono stati molti episodi professionali importanti come la sua collaborazione con Luciano Ligabue, quella di Alessandro Guasconi con Emanuele Dabbono e quella di Cosimo ‘Zanna’ Zannelli con Piero Pelù. La passione sembra essere fondamentale per un buon risultato finale… Assolutamente… Ma anche, senza retorica, per un mondo migliore…

Il titolo del vostro disco può far pensare alla crisi economica che stiamo attraversando… ma possiamo allargare il discorso a più livelli. Una vera e propria crisi dell’individuo spinto all’individualismo…
La paura è una brutta bestia e diffonderla demagogicamente funziona sempre… Per paura tutti si chiudono in se stessi, diventano diffidenti… Chi genera paura è spesso lo stesso che ci specula sopra… Ed ecco la crisi, che non lo riguarda… Basta vedere che si comunica di più sui social network che dal vivo ormai… Segno che c’è tanta voglia di comunicare ma altrettanta paura del ‘contatto’ fisico. Sono questi i tempi in cui bisogna parlare alle coscienze della gente, far ripartire i veri motori della vita… L’amore, la passione, le piccole cose, la collaborazione, la condivisione, lo spirito critico e d’iniziativa… Sono questi i momenti in cui dare qualcosa in più piuttosto che fermarsi ed aspettare che tutto torni miracolosamente come prima…

In definitiva, dobbiamo dire che negli anni 2000 trionfa la superficialità sulla sostanza?
Sì, decisamente e purtroppo… Diffondere superficialità attraverso ‘panem et circensem’ è sempre stato un mezzo efficace daltronde… il 90% delle persone fa il 90% delle cose che gli viene detto dalla televisione… Ora ci sono anche gli ‘opinionisti’ che pensano per te… Il calcio tutte le sere… La copertina del tg con il miraggio dei milioni della lotteria… l’illusione del successo alla portata di tutti con i reality show… E si sa che lasciarsi trascinare è molto meno faticoso che usare la propria testa… Come nel film ‘Matrix’… Pillola rossa o pillola blu?? Musicalmente, come vedete questi ultimi anni, confusi ed infelici o con aspetti positivi? Infelici, confusi, molto tesi alla quadratura del bilancio e poco filantropici… L’interesse per la musica nuova è sempre più pilotato verso il divismo istantaneo dei talent show… Si crea un cerchio sempre più stretto… Daltronde, la quantità di reunion e revival di questi ultimi anni, sembra essere indice che questo sistema renda poco… Si deve ripescare nei classici per avere pofitti, un qualcosa su cui riflettere… È chiaro che il problema sta anche nella capacità degli artisti emergenti di proporre cose interessanti… C’è un’offerta che probabilmente supera di gran lunga la domanda, visto che la qualità mp3 dell’orecchio di oggi permette che i dischi ci si facciano in casa… Questi meccanismi mediatici servono ad orientare il pubblico verso la fetta di mercato voluta dagli addetti ai lavori, sufficiente a saturarlo a spese di tutto il resto, magari più genuino.

Trovate ci sia voglia di collaborare tra artisti o ciascuno tende un po’ a guardare in casa propria?
Gli artisti sono collaborativi perchè 9 su 10 lo fanno per passione e vocazione… E la necessità di comunicare e condividere è intrinseca ad un artista.

C’è qualche episodio curioso legato alla creazione del vostro ultimo album “Tempi di crisi”?
Non particolarmente… C’è stata, per chiudere il cerchio sulle collaborazioni, la preziosa partecipazione di Andrea Zanichelli, noto per essere autore e voce solista de ‘Il Nucleo’. L’amicizia con Andrea è venuta conseguentemente alla comune produzione artistica di Luca Pernici… Andrea ha scritto il brano ‘Amplificami’ ed ha collaborato ad alcuni testi dell’album.

Quanto conta la tradizione e quanto l’attualità, nelle vostre composizioni?
Nella cover di ‘Eleanor Rigby’ che ci sta portando molta fortuna c’è la risposta: non possiamo prescindere dalla tradizione che amiamo… Ma la reinterpretiamo secondo il filtro dell’attualità in divenire

Quanto conta per voi l’aspetto live del vostro lavoro?
Moltissimo… Suonare dal vivo è l’espressione più diretta, divertente e gratificante del fare musica … Ogni dialogo si attua attraverso la comunicazione fra due interlocutori, in musica è il concerto che realizza al meglio questa prerogativa, fra artista e pubblico.

Credete ci sia una sorta di continuità tra band di ieri e gruppi di oggi?
Niente può prescindere dal proprio passato Poesia e musica. Quali trovate siano i punti di contatto? L’essere due linguaggi che si esprimono entrambi in metrica e ritmica… Per cui si sposano alla perfezione…

Ha ancora senso parlare di musica indipendente o pian piano, anche quella definita tale si sta uniformando a certi standard?
Ha senso, ribadiamo, quando c’è filantropia… Avrà senso finchè ci saranno persone pronte a mettersi in gioco credendo nel proprio lavoro ed in quello che hanno da dire fino in fondo. La rete rende molto più facile fare tutto oggi… Studiare musica, tecnologia, marketing… Ci sono risorse per promuovere un disco molto economiche ed efficaci… Ci sono i social network dove si può comunicare in maniera autonoma e più “diretta” con una quantità esorbitante di persone… Ci sono risorse per la vendita della musica, per creare un fanclub… Tutto gratis o low-cost… Tutti mezzi attraverso i quali essere indipendenti, tornare a fare dell’artigianato musicale dandosi da fare in prima persona su più aspetti della professione… Non si è mai visto fare una casa partendo dal tetto… È importante inoltre ricordare che ‘indipendente’ significa ‘fatto da te’,non necessariamente ‘alternativo’ come connota ai più… È molto più importante sottolineare, in questo momento storico, questa differenza di forma… a prescindere dalla sostanza data dal tipo di musica fatta,’alternativa’ o meno che sia…

E’ difficile creare qualcosa di davvero nuovo quando si parla di musica?
È difficile come lo è per uno scrittore, per un pittore, uno scultore… La materia grezza che maneggi è sempre la stessa, sei tu l’alchimista che ne tira fuori qualcosa di bello. Ed è bello ciò che ti piace ed emoziona… Quando la tua espressione di bellezza è condivisa,apprezzata e ben promossa arriva il successo… Si spacciano per nuove o alternative tante cose contando su termini di paragone ben blandi o sfruttando la lontananza storica di ciò di cui rappresentano un ‘revival’… L’arte ambisce al bello solitamente… Quando i tempi mutano e con essi nasce una nuova estetica si punta allora al nuovo come logica conseguenza,come nuovo concetto di ‘bello’… Non a caso chi ha fatto realmente cose nuove nell’ultimo secolo ha riscritto tutta la grammatica… ritmo, melodia, contrappunto, armonia, forme compositive… Schoenberg, Stravinsky, Cage, Varèse… È chiaro che rispetto alla “filastrocca dell’estate” di turno tutti si sentono autorizzati ad essere alternativi alla prima dissonanza e al primo vocabolo ricercato…

Avete in previsione un tour?
Assolutamente sì. Presto uscirà un nuovo singolo, sulla scia degli apprezzamenti riscontrati da È TEMPO e soprattutto dalla nostra versione di ELEANOR RIGBY. Speriamo di darvi presto aggiornamenti a riguardo, abbiamo una gran voglia di suonare!!

Siti del gruppo:

www.marlasinger.net
www.facebook.com/marlasingerband
www.myspace.com/themarlasinger
www.youtube.com/marlasingerband

www.lunatik.it

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