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Intervista con gli Hippie Tendencies

Intervista con gli Hippie Tendencies

Di Andrea Turetta

Tre prestigiosi musicisti italiani ed una cantante e co-autrice americana piena di energia. Ecco gli Hippie Tendencies: Lisa Marie Simmons (voce), Marco Cremaschini (piano, tastiere), Massimo Saviola (basso, voce) e Cesare Valbusa (batteria, percussioni). Dopo alcune precedenti esperienze di autoproduzione ed incisioni soliste, ecco il loro debutto ufficiale sulla lunga distanza con “Hippie Tendencies” (etichetta Penthar Music), tredici brani realizzati con il supporto di numerosi ospiti. Ecco l’intervista rilasciata nell’occasione…

Domanda d’obbligo: come sono nati gli Hippie Tendencies?
Dalla comune voglia di fare musica, nel senso di scrivere e comporre senza preconcetti stilistici, e dall’amicizia.

C’è voluto molto tempo per preparare il vostro lavoro primo album?
Almeno un anno di “duro” lavoro! abbiamo registrato alcune cose a casa, col fido mac, provando i vari arrangiamenti. Alcune batterie le ha fatte Cesare, nel suo “personal studio”. Poi abbiamo mixato e rifatto le cose che non ci piacevano. Alcuni brani, come “Feel No Pain” li abbiamo registrati interamente live in studio, usando per primi il nuovo (vecchio) mixer SSL analogico del Ritmo&Blu studio. Un mixer fantastico arrivato da un prestigioso studio londinese, capitato nel bel mezzo dei nostri lavori. Abbiamo pensato di testarlo subito rifacendo un brano che non ci convinceva. Ora è uno dei nostri brani migliori :-)

Quali sono le esperienze che maggiormente vi sono rimaste nel cuore fino ad oggi?
L’esperienza di quasi un mese in studio di registrazione, è stato un momento di crescita notevole. Più si lavora a stretto contatto con gli ambienti musicali dove si produce musica e più impari cose per produrre buoni dischi. Lavorare con altri professionisti è sempre motivo di crescita.

Quanto di innovativo pensate possa esserci nella musica che proponete?
Il fatto che sia stata fatta completamente con entusiasmo e sincerità è la cosa più importante per noi, se c’è qualcosa di innovativo lo dicano gli altri! Non vogliamo essere considerati dei maestri, noi con la musica ci divertiamo e vogliamo far divertire, un concetto che cerchiamo di trasmettere ad ogni nostro concerto.

Nelle vostre canzoni, nasce prima la musica o il testo?
Il processo creativo degli HT non ha regole precise, tutto può partire anche da una battuta lanciata durante una cena insieme, o da un riff musicale scaturito durante un noiosissimo concerto in un albergo sul lago. Tuttavia all’interno degli HT si possono identificare due anime compositive, un filone più “Soul Blues” e uno più “Pop Folk” una varietà che garantisce una certa freschezza di repertorio.

Quanto contano per chi compone delle canzoni degli stimoli culturali? (leggere libri, vedere vari films ecc. )
Moltissimo, come nella vita di tutti i giorni. Lisa si occupa principalmente dei testi e delle melodie, e trova ispirazione dalle sue esperienze di vita, che ovviamente è ricca di stimoli culturali con i quali si confronta.

Come vedete l’attuale scena canora italiana?
Nel “mainstream” c’è qualche cantautore valido, non concentrato solo sul business, ma pochi.
Nell’area “underground” come al solito ci sono un milione di cose, alcune molto interessanti, ma che nessuno avrà occasione di ascoltare.

E a livello nazionale ed internazionale… stiamo uscendo dal periodo di crisi (o secondo alcuni, di profonda trasformazione) discografica?
Chi lo sa… La musica non morirà mai, questo è una certezza, perchè è una espressione di vita, come il disegnare, lo scrivere, il recitare o il praticare competizioni sportive. Il trarre profitto da questa arte invece è seriamente in discussione. Possiamo dire che il mercato discografico tradizionale, così come lo hanno concepito le major, è sostanzialmente alla canna del gas, per non dire già morto, aggiungerei per loro stessa mano.

Quando preparate una canzone cosa vi fa decidere se è quella giusta per entrare a far parte di un disco?
Proviamo a suonarla in giro, la forza di una buona canzone la si percepisce quasi fin da subito.

Quando il gruppo entra in sala prove e lavora ad un nuovo disco presumo ci sia un grande coinvolgimento in quello che sta per nascere o sbaglio?
E’ la condizione “sine qua non”! L’entusiasmo non ci manca, quello che manca è il tempo e le sale prova! :-)

Oggi, quanto è difficile riuscire a realizzare un album? Sia dal punto pratico che progettuale?
Alcune migliaia di euro :-) Poi c’è il tempo, la concentrazione, le telefonate tra di noi e i musicisti ospiti, lo scambio di files e partiture tra computers, e… le innumerevoli cene che Marco e Lisa organizzano a casa loro. :-)

Ci vogliono tante stesure prima che una canzone vi convinca appieno?
A volte funziona subito ma più spesso è un lavoro di ricerca infinito… Ognuno di noi ha magari in testa come dovrebbe suonare un brano, ma le diverse idee non sempre collimano. Tenendo quindi conto del parere di ogni uno di noi, si cerca di “accontentare” il più possibile l’autore della canzone, cercando di sposare la sua idea di arrangiamento. Lisa poi affina il testo sulle nuove strutture musicali. Se non funziona… si riparte da capo! :-)

Nel mondo odierno, conta sempre più l’immagine. E’ importante per chi si occupa di musica?
E’ sempre importante come ci si presenta al mondo, tuttavia non siamo dei ragazzini e il nostro ambiente non è prettamente quello del “fashion pop”.

E, a proposito di musica, cosa vi piace e cosa meno, di questo ambiente?
Ci piacciono i Musicisti e le persone che amano la Musica e che ci danno forza con il loro entusiasmo. Non ci piacciono regole e regolamenti che ci impongono. Al giorno d’oggi per suonare in Italia, ti devi preparare e girare con tutta una serie di documenti come se nel baule della macchina portassi nitroglicerina anzichè una chitarra. Istituzioni ormai obsolete, nate per proteggere gli artisti, spesso sono solo d’intralcio alla diffusione musicale e quindi culturale.

Poesia e musica: quali i punti in comune?
Sono due forme d’arte dove sono importanti il ritmo e il suono prima ancora che il significato, e il testo di una canzone è spesso una poesia no?

Il momento Live è per molti, un momento di divertimento puro ed improvvisazione. Vale anche per voi?
Assolutamente si! Noi non siamo un gruppo convenzionalmente “pop” e il nostro modo di interpretare la musica e gli arrangiamenti può cambiare di volta in volta, a seconda dello spirito della serata. Certo, una canzone non viene stravolta ma può assumere sfumature diverse.

C’è qualcuno che desiderate ringraziare per la riuscita del vostro album?
Molti amici e professionisti ci hanno aiutato a realizzare questo album, dovrebbero essere tutti riportati nella sezione “thanks to” all’interno del CD, tuttavia vorremmo ringraziare d’ora in poi tutti quelli che se ne interessano e che amano ascoltarlo. :-)

Una canzone di altri che vi sarebbe piaciuto scrivere…
Una per ciascuno della band: 1) ‘Round Midnight (T.Monk), 2)’Blackbird (Beatles) 3) metà della discografia di Joni Mitchell 4) Willow (J. Armatrading)

Possiamo dire che la vostra musica nasce un po’ come in una bottega artigianale?
Si, con il cartello “Torno Subito” appeso fuori. :-)

Sito del gruppo:
www.mvspace.com/hippietendencies

www.pentharmusic.com/
www.alcorpress.com

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