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Intervista a Maurizio Vandelli

Intervista a MAURIZIO VANDELLI

di Andrea e Luca Turetta

Alla tappa vicentina di “Festival Show” 2010 abbiamo avuto l’occasione d’avvicinare un artista sicuramente “evergreen”, non tanto per l’età (è nato a Modena il 30/3/1945) ma per le sue capacità artistiche, che ne fanno uno degli artisti d’èlite del panorama canoro, non solo a livello nazionale. Ha alle spalle un passato “di gruppo”, prima come componente de “I Giovani leoni” (assieme a Franco Ceccarelli, Claudio Dotti e Luigi Simonini) indi come frontman della nota, quanto prestigiosa band, “Equipe 84″ (con Alfio Cantarella, Victor Maria Sogliani e Franco Ceccarelli), passando poi a “I Miranda” (Alessio Saglia, tastiere, Marco Melloni, basso, Steve Fufu Addis, batteria, Gian Marco De Feo, chitarra solista e Tony Martino, chitarra acustica). Di certo però, la sua voce rimane inconfondibile, così come la sua presenza. Stiamo parlando di Maurizio Vandelli, uno che, come vedremo nell’intervista, non te le manda certo a dire e, se il caso, te le canta… A proposito di cantare, l’artista modenese tra i vari riconoscimenti e dischi d’oro e di platino conseguiti, ha avuto il piacere di cogliere in tv successi con “Una rotonda sul mare” (nel 1990), ha condotto con al fianco Rita Pavone, Little Tony e Adriano Pappalardo, “I ragazzi irresistibili” mentre nel 1993 ha partecipato al Festival di Sanremo con il pezzo “Come passa il tempo”, assieme a gruppi storici degli anni ’60, come i Dik Dik ed i Camaleonti. Certo, passerà pure il tempo, ma Maurizio Vandelli non passerà mai di moda, la sua musica rimarranno, comunque, negli annali.

A livello professionale si forma negli anni ’60 col “Beat” e “Pop”, esordisce con “I Giovani Leoni”, coglie notorietà e successo con l’indimenticabile Equipe 84, si consolida con “I Miranda”. Come ha vissuto i vari passaggi?
Eh, sono i passaggi della vita di un musicista. Cambiano i musicisti, cambia la musica, mutano i tempi e se un musicista ce la fa, va avanti.

A cosa fu dovuto lo scioglimento di un gruppo molto conosciuto ed apprezzato, come l’Equipe 84?
Mah, penso che l’Equipe 84 si sia sciolta proprio dal calore, dalla stanchezza, non lo so… Ad un certo punto la band s’è sciolta, non mi ricordo il perché, in quanto non ci sono state ragioni particolari.

Brani come: “Io ho in mente te”, “29 settembre”, “Un angelo blu”, Tutta mia la città”, “Pomeriggio ore 6”, hanno fatto la storia della musica italiana, tanto d’essere sempre degli “evergreen”. I generi possono cambiare, le note restano…
Secondo me, se una canzone è bella, resta bella nei tempi; poi sa, le note cambiano, mutano gli interpreti, ma se una pezzo è bello, tale rimane.

Dischi d’oro, di platino, successo ad “Una rotonda sul mare”, partecipazioni sanremesi nonché una conduzione ne “I ragazzi irresistibili”. Quale il frangente a lei più caro?
Vede, la cosa che m’è più cara è quando compongo, nel momento in cui vedi che fai una canzone e la gente l’accetta ed ama e, quindi, condivide il tuo amore.

Nel 1962 ha avuto modo di conoscere direttamente i Beatles. Una bella soddisfazione, uno stimolo in più, probabilmente pure benefico…
Benefico? In che senso?

Nel senso di averne tratto un beneficio perlomeno a livello professionale …
No, no! Io ho letto e me l’hanno detto già in molti, che io sarei stato in studio con i Beatles. No! Non è vero! Io ho conosciuto John Lennon e Paul Mc Cartney. Lennon l’ho conosciuto in una maniera più profonda, siamo stati insieme, abbiamo suonato assieme, ma così… con “Jam Session” casalinghe, insieme ad altri musicisti mentre con Paul McCartney, sono stato in compagnia a tavola, tutta una serata, ma ci siamo detti ben poco.

Sulla scorta della sua esperienza, come valuta l’attuale stato della musica nazio ed internazionale? Indi, dovesse apportare delle varianti di miglioria all’ingranaggio canoro odierno, quali sarebbero?
Che strane domande… Sa, la musica oggi è ancora musica, bella (quando è bella) come quella di tanti anni fa. L’unico problema della musica è uno solo, che ormai il diritto d’autore è morto e si scarica tutto su Internet, gratis. Quindi le Case Discografiche non esisteranno più e la musica andrà a quel paese.

Quale il brano che scandisce eloquentemente la sua vita?
Sono in genere i brani degli altri, ai quali mi affeziono, volta per volta; italiani ed inglesi…

Quali invece i suoi artisti di riferimento?
Mah io, ai tempi… di riferimento sicuramente avevo i Rolling Stones ed i Beatles, che hanno fatto la loro parte poi, quando senti una cosa bella, tutto fa riferimento.

Ad un anno dalla scomparsa di Michael Jackson, quest’anno, in una sorta d’ecatombe, c’hanno lasciato, in rapida successione: Raimondo Vianello, Pietro Taricone, Gepy & Gepy, Lelio Luttazzi, Mino Damato, Olivia, la figlia di Niccolò Fabi indi la strage di Duisburg. Le va un pensiero in proposito?
No, non mi piacciono queste domande, io preferisco dimenticare queste cose.

Si definisca con tre aggettivi, prima come artista, poi come uomo…
Preferisco mi definiscano gli altri.

Ci parli del suo ultimo lavoro o, comunque, di quello che meglio “la veste”…
Mah, il mio lavoro è un misto tra musica, famiglia e vita; non esiste un lavoro vero e proprio. E’ un’insieme di emozioni che si chiama vita.

“Sanremo” è ancora la “vetrina” principale della musica o non ritiene che la sua essenza canora, venga sempre più relegata nel retrobottega in luogo del format-business televisivo?
No, io ho sempre ritenuto che “Sanremo” è una deformazione della musica, perché tutti, ancora oggi, mi sembra che vadano lì dicendo: “Facciamo una canzone adatta per ‘Sanremo’”. E questa è una cosa che non mi è mai piaciuta.

Per un lungo periodo ha lavorato in ambito pubblicitario. Si propone sempre con un’immagine ben precisa, stile ‘700 (codino, occhiali rotondi…). Uomo d’altri tempi od il look ha le sue esigenze?
No, è un’abitudine. Gli occhiali li ho sempre portati, poi mi sono fatto operare, e quelli li metto per abitudine ma anche perché mi darebbero fastidio le luci. Il codino… non l’ho fatto in funzione della musica; magari sul palco mi vesto un po’ più elegante, mi tolgo questo nastrino schifoso che ho indosso adesso, ne metto uno di più bello, ma non cambia niente.

Non si sa molto del Maurizio Vandelli in privato. Sposato, single…
Non si saprà ancora molto. Sono sposato ed ho un figlio di dodic’anni.

Quali i valori in cui crede, i “paletti imprescindibili” della sua esistenza?
Questa domanda io vorrei vedere se la facessi a lei, cosa mi risponderebbe… E’ assurda! Non capisco: che valori?! Lei pensa che ognuno, in qualsiasi momento della giornata, sia pronto a parlare dei propri valori? Non è possibile!

Che ne pensa dello scambio di ruoli “teatrali” cui spesso assistiamo, tra comici e politici?
In che senso che i politici sono comici?

Certo, spesso avviene ciò…
… Non ne ho la minima idea. La televisione è una cosa a sé, è un po’ il diavolo in ogni famiglia; è un extra membro di ogni famiglia, in Italia e, purtroppo, anche i politici, hanno capito che bisogna starci a qualsiasi costo, per esserci. Non so quanto sia d’accordo su questa cosa, però la televisione è la televisione.

Immaginandosi premier per un momento, quali sarebbero i suoi primi decreti?
Eh… Ce ne sarebbero da fare… Cosa vuole che le dica?! E’ difficile questa domanda.

Nemmeno il primo?
Come si fa? Ce ne sono troppi, come si fa a dire il primo?

Non crede che con “Calciopoli”, “Vallettopoli” e “Ricattopoli” tutto vada a “Puttanopoli” con tanto di meritocrazia, lealtà e spirito decoubertiano al seguito?
No! C’è sempre stato tutto questo “opoli” che ha citato; e ci sarà sempre.

L’inizio Millennio s’è aperto all’insegna dei drammi e del terrore globalizzati. L’umanità appare confusa ed infelice. Come se ne esce?
Mah sa, l’Umanità confusa ed infelice, lo sta dicendo lei, ma non per tutti è così. Vede, questa è un’immagine che dà la televisione. Questo è il “diavolo-televisione” che dà troppo spesso quest’immagine. Non è così per tutti! Non è assolutamente vero! Certo, ognuno c’ha i suoi drammi, ma quand’ero ragazzino io, non sapevo in quanti morissero al giorno, gli aerei che cadevano… non c’era informazione. Oggi lo sappiamo e ci reprimiamo un po’ di più. Ma questo non vuol dire.

Qual è il suo rapporto con la Fede? Chi è il suo Dio? Come e dove Lo riconosce?
Preferisco non parlarne.

Renda agli “ultimi” di questa Terra, un paio di validi motivi per poter credere ancora in questa vita…Eh… Che la vita è una!

Potendo rinascere, non fosse cantante, chi o che cosa sarebbe?
Qualsiasi altra cosa.

Dovesse titolare un brano sulla società del Terzo Millennio, quale sarebbe?
Non ne ho la minima idea. Non sono uno di quei cantanti, autori, che si preoccupano di lanciare messaggi. I messaggi ci sono e non ci sono; non ha importanza.

E’ soprannominato “Il Principe”, dovrebbe aver tutto dalla vita. Oppure c’è qualche cosa che ancora le manca, in ambito pubblico o privato, per sentirsi davvero “sovrano” (in senso buono, mica come tiranno)?
No… “Principe” me l’hanno dato quasi come offesa, non come complimento, per cui è stato per dire che, qualche amico che avevo, s’è visto trascurato e m’ha detto “Principe” come dire “stronzo”…

Sito ufficiale dell’artista:
www.vandelli.com

Si ringrazia per la cortese collaborazione tutto lo Staff del Festival Show. Per ulteriori aggiornamenti sul cast delle varie serate, fare riferimento al sito ufficiale della manifestazione canora: www.festivalshow.it

9 Commenti a “Intervista a Maurizio Vandelli”

  • Renato scrive:

    Si però che Vandelli non ci parli di “quando compone” altrimenti significa che ci prende tutti per tonti…..ma se da cinquant’anni a questa parte canta le stesse quattro canzoni che ripete, ripete, ripete e ancora ripete….le canzoni nuove che “compone” quali sarebbero? E dove sono? L’ultimo disco che ha inciso risale a 20 anni fa….

  • Sara scrive:

    Vandelli non ha bisogno di comporre nuove canzoni! Rimarrà sempre il numero uno!

  • Renato scrive:

    Sara, sono convinto del fatto che Vandelli sia stato e sia un “numero 1″ in Italia, gli voglio bene e l’ho pure conosciuto di persona. Sono altresì convinto che nel corso degli anni abbia saputo quasi meticolosamente dissipare il proprio talento in modo quasi indegno. Ti confesso che questo mi provoca molta rabbia. Uno con il talento di Vandelli non può ridursi a fare concerti cantando e ricantando ossessivamente le canzoni di un altro, Battisti, mandando in pensione la propria creatività, non proponendo più alcunchè di nuovo, non componendo ne sperimentando più, rinunciando a mettersi in gioco insomma. Lo ritengo imperdonabile, mi dispiace.

  • alessandra vanni scrive:

    sicuramente ha fatto delle belle canzoni. ora chissa’… da quello che dice nel intervista sembra molto scontroso arrogante e di poco spessore.

  • Andrea Turetta scrive:

    Sì, canzoni belle ne ha fatte nella sua carriera. Poi, ovviamente a tutti può succedere di avere alti e bassi anche a livello d’ispirazione. Per quanto ho visto posso dire che Vandelli è quantomeno una persona piuttosto riservata… poi a volte, dipende anche dal momento in cui li becchi, se hanno poca voglia di parlare ti buttano lì magari delle risposte poco esaurienti…

  • mino scrive:

    Ho assistito,in tempi diveri,ad alcuni concerti di Maurizio Vandelli.Hanno regalato grandissime emozioni a tutti i presenti.Canzoni bellissime interpetrate con grande bravura e la voce dei vent’anni.Una bella persona riservata e gentile.Spero di avere ancora la possibilita’ di a
    s
    sistere ad altri suoi concerti.

  • cosimo scrive:

    Insieme ad un gruppo di amici, abbiamo incontrato il grande cantante Maurizio Vandelli in un ristorante a Gallipoli.E’ stato molto gentile ed oltre ad acconsentire a farsi fotografare,ci ha omaggiati di una sua bellissima canzone.Speriamo tanto di poterlo applaudire in qualche concerto qui nel nostro Salento.

  • maurizio scrive:

    Il grande Maurizio Vandelli sarà ospite del BLU BAR raduno di gruppi musicali anni 60-70 che si svolgerà il 13 agosto a Francavilla al Mare in Piazza Sirena…..per saprene di più, visitate http://www.blubar.org

  • Yavanassa scrive:

    avrebbe potuto rimanere nel’Olimpo dei grandi interpreti italiani, incidere nuovi CD con nuove canzoni, proporsi magari anche all’estero giacchè i numeri per figurare li avrebbe avuti tutti, invece ha scelto di continuare a ripetere le solite cinque canzoni e al più girare facendo il karaoke delle canzoni di Lucio Battisti, ha desiderato proprio affossarsi con le sue stesse mani in modo masochistico…..peccato, d’altronde contento lui….

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