Doro Doc Band – W la Suisse
Doro Doc Band – W la Suisse – PDTsa/Venus
Recensione di Andrea Turetta
E’ uscito recentemente nei negozi “W LA SUISSE” (PDTsa/Venus), il doppio album d’esordio della Doro Doc Band. Il primo progetto discografico del duo folk-blues, formato da Dorino “Doro” Righetti e Lorenzo “Doc” Vanini, si compone di dieci brani, cantati nel primo disco in dialetto comasco e nel secondo disco in italiano. Musica d’autore dai testi taglienti ed ironici, arrangiata ed eseguita con classe. Un disco che sembra essere convincente grazie al buon mix tra musica e testi. Tra i brani si segnalano, “Al Capone”, “Trii amiis” (Tre amici) e “La zanzara 2”.
L’album “W LA SUISSE”, che unisce la tradizione della musica popolare alle sonorità del blues, è stato prodotto oltre che da Vanini anche dal virtuoso chitarrista Alberto Radius, noto anche per le sue collaborazioni con Formula 3 e Lucio Battisti. Le musiche portano la firma di Lorenzo Vanini mentre i testi sono frutto della collaborazione tra Dorino Righetti, Pompeo Peduzzi e lo stesso Lorenzo Vanini.
Unica eccezione è costituita dalla title track “W LA SUISSE”, scritta a sei mani da Lorenzo Vanini e Dorino Righetti insieme all’amico Davide Van De Sfroos, che nel brano duetta con Dorino. L’intesa umana e musicale tra i tre musicisti è iniziata tre anni fa e ha già portato a collaborazioni importanti: Lorenzo Vanini ha inciso le parti di tastiera e organo Hammond su “PICA!”, ultimo album del celebre folkman comasco, mentre la Doro Doc Band al completo ha avuto l’onore di salire sul palco del Forum di Assago (davanti a un pubblico di 12.000 persone) in occasione del concerto evento tenuto da Van De Sfroos il 19 aprile 2008.
DORO DOC BAND
Scheda Album “W la Suisse”
L’uno è un odontoiatra affermato, l’altro un muratore incline alla battuta salace; il primo vanta un’agenda zeppa di nomi celebri (è soprannominato il ‘dentista dei vip’), il secondo ha alle spalle una storia personale di stenti e travagli (da minorenne è stato persino incarcerato a San Vittore): l’esperto dello specillo risponde al nome di Lorenzo Vanini, catturato dalla magia dei tasti bianchi e neri a tal punto da specializzarsi nelle tecniche curative della pianoterapia; il re della cazzuola, invece, si chiama Dorino Righetti e corrisponde all’archetipo irresistibilmente chiassoso del musicista da osteria. Già, l’osteria: proprio qui, trent’anni or sono in un angolo della Val d’Intelvi, tra un bicchiere di vino schietto e un fumante piatto di qualche tradizionale manicaretto lombardo, è esplosa l’amicizia tra i due. Un pianoforte e una chitarra, due voci e un medesimo linguaggio. Scollacciato eppure denso di saggezza, tanto popolare da risultare raffinatamente colto. Dopo i lunghi anni trascorsi tra le mura di bettole di periferia ad affinare il feeling strumentale e a consolidare l’affiatamento umano, i due musicisti – mica semplici strimpellatori – hanno deciso di scivolare fuori dall’intimità rumorosa della taverna per dar vita alla DORO DOC BAND.
“W la Suisse” è l’opera prima del duo della provincia comasca: il disco mette in fila dieci brani dal respiro glocal, che vociano e sussurrano storie di gente di frontiera. Sì, perché nel loro essere ‘liminali’ Vanini e Righetti si dimostrano in grado di abbracciare un suono totale, capace di azzerare la distanza tra le cime montuose alpine e le strade polverose di New Orleans, di rendere straordinariamente simili le rive dello specchio d’acqua lariano ai lidi limacciosi del Mississippi. Ogni canzone esplora un preciso genere musicale, in un omaggio autentico ad una memoria solamente velata di nostalgia: così squisite ballate folk vengono giustapposte con disinvoltura a classiche blue songs, mentre l’andamento claudicante di un intenso swing accelera d’un colpo in una travolgente cavalcata rock. Il tutto – sorpresa! – senza scalfire un’identità sonora assolutamente personale, chiaramente riconoscibile. Il verace e colorito vernacolo comasco impiegato per cantare improbabili vicissitudini comiche sa diventare carezzevole melodia che bisbiglia avventure cariche di languore per scoprirsi, perciò, il filo ideale a ricucire lo strappo fra cultura e intrattenimento, fra tradizione e passatismo. E’ proprio per questo che un album dalla matrice musicale apolide ed errabonda si rivela, in realtà, un disco dalle radici saldamente affondate nel territorio (e nella storia) in cui è germinato e cresciuto.
In solo un anno di attività, la DORO DOC BAND ha raccolto attorno a sé una nutrita schiera di fans, giungendo pure a calcare palchi nazionali di prestigio assoluto tra cui quello del Forum di Assago, al fianco di Davide Van de Sfroos, per il quale Vanini aveva inciso le parti di tastiera e Hammond su “Pica!”. Tra l’altro proprio il menestrello laghée presta alla band conterranea la propria voce e la propria abilità poetica di paroliere nel brano d’apertura del disco d’esordio; il resto del ‘team strumentale’ che suona su “W la Suisse” è una sorta di famiglia allargata: Lorenzo e Dorino hanno, infatti, scelto di radunare attorno a sé non session-men dall’oscura aura mercenaria, ma amici coi quali condividere uno stile musicale e una visione di vita. Tra i tanti (in una vera e propria Babele di strumenti), merita una citazione speciale il grande Alberto Radius, coproduttore del disco insieme a Lorenzo Vanini, autore di pregevoli ricami chitarristici su alcune delle tracce e noto anche per le sue collaborazioni con artisti di spessore quali Formula 3 e Lucio Battisti.
DORO DOC BAND
Biografia
La DORO DOC BAND è un duo folk-blues che nasce un anno fa, nel 2009, dall’amicizia trentennale che lega fraternamente due personaggi molto diversi tra loro.
Il primo, Dorino Righetti, voce e chitarra della DORO DOC BAND, nasce ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, il 24 febbraio del 1956. La sua famiglia è molto povera e il divorzio dei genitori quando è ancora un bambino non facilita certo il percorso di crescita di Dorino, che passa la sua infanzia per strada, tra piccoli espedienti e furti che lo portano ad essere rinchiuso nel carcere di San Vittore, nonostante la minore età. Dopo la brutta esperienza del carcere inizia per Dorino un percorso di riscatto, che passa attraverso la sua passione per la musica. Si trasferisce prima a Lugano, in Svizzera, poi in Valle Intelvi, nei pressi del lago di Como dove, mentre trova lavoro come manovale e muratore, coltiva la sua passione per la chitarra e il suo talento da intrattenitore esibendosi nelle osterie della zona. Così, davanti a una bottiglia di buon vino rosso, nasce l’amicizia tra Dorino e l’altro componente della DORO DOC BAND, Lorenzo Vanini.
Lorenzo Vanini nasce nel 1955 a San Fedele Intelvi (paesino dell’omonima valle affacciata sul braccio occidentale del lago di Como) da una famiglia modesta ma che crede profondamente nella cultura, tanto da permettergli di studiare fino al conseguimento della laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Pavia nel 1980. Già studente brillante, Lorenzo Vanini si dedica fin da subito all’insegnamento universitario (è al momento professore a contratto presso l’Università La Sapienza di Roma e Visiting Professor presso l’Università De La Mediterranee di Marsiglia) e soprattutto alla ricerca nel campo della odontoiatria estetica. Vent’anni di studi in questo ambito lo portano a raggiungere ottimi risultati, tanto che le sue scoperte vengono oggi adottate come materia di insegnamento presso università italiane, europee e degli Stati Uniti d’America. Nonostante la fama internazionale nel campo della odontoiatria estetica lo porti ad avere frequenti impegni all’estero, Lorenzo Vanini non ha mai abbandonato la sua amata Valle Intelvi, dove vive ancora, assieme alle sue due figlie e alla moglie Olga Klimovskaia (anch’essa dentista), conosciuta come allieva all’università e ora preziosa collaboratrice per il suo studio dentistico di San Fedele, che annovera tra i pazienti Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti, con cui il dottor Vanini condivide la passione per la musica.
Lorenzo Vanini si avvicina alla musica fin dalla tenera età, iniziando a suonare i primi accordi su una chitarra. Ben presto, però, si innamora del pianoforte e all’età di soli 7 anni impara a suonarlo prendendo lezioni private. Il suo feeling con questo strumento cresce e si rafforza nel tempo, anche grazie ai preziosi consigli del suo insegnante Carlo Uboldi, famoso jazzista italo-svizzero, che ne influenza lo stile compositivo e con cui incide nel 2004 il disco di musiche originali per pianoforte “Note di Pianoterapia”.
Affianco al jazz, Lorenzo Vanini nutre un forte attaccamento alla musica popolare e dialettale della sua terra, e ad essa si dedica con l’amico Dorino Righetti nelle poche ore concessegli dalla sua professione, spesso strappate al sonno. L’amore per il folk e il blues (e le serate in osteria) li porta a stringere amicizia tre anni fa con il celebre folkman comasco Davide Van De Sfroos. L’intesa musicale e umana tra quest’ultimo e Lorenzo Vanini li porta a suonare sullo stesso palco per alcune date lombarde del tour di Van De Sfroos nel 2008 e nel 2009. Anche Dorino Righetti non è da meno e viene chiamato da Van De Sfroos ad esibirsi sul palco del Forum di Assago davanti a 12.000 persone.
È in questa occasione che Dorino “Doro” Righetti e Lorenzo “Doc” Vanini eseguono per la prima volta due degli inediti che rappresentano l’asse portante del loro primo album di inediti “W LA SUISSE”: il brano che dà il nome all’album, scritta a sei mani insieme a Van De Sfroos (che duetta con Dorino nel disco) e “La Zanzara”, che racchiude un po’ l’essenza della DORO DOC BAND, goliardica e osè, ma dall’anima nobile.
Tracklist:
CD1:
1. W la Suisse
2. Al Capone
3. La Marietina
4. Muraduu
5. Pien de negott
6. La zanzara 1
7. Trii amiis
8. Al Gall
9. I paesan
10. La zanzara 2
CD2:
1. W la Svizzera
2. Al Capone
3. La Mariettina
4. Il muratore
5. Pieno di niente
6. La zanzara 1
7. Tre amici
8. Il Gallo
9. I paesani
10. La zanzara 2


