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Sportello del cittadino – THE BUTTERFLY EFFECT

Prima di avventurarci nel nostro viaggio tra i comuni, virtuosi e non, facciamo prima una capatina nel comune X, nella provincia di Y per osservare senza pregiudizi politici la situazione che vive.

By Maria Genovese

X è una ridente cittadina che conta ennemila abitanti ed è governato da una giunta di centrodestrasinistra che amministra senza infamia e senza lode il comune: fatti salti mortali per affrontare la scomparsa dell’ICI, si appresta ora a fare nuovi salti mortali per affrontare l’ultima manovra di Tremonti, resa ovviamente necessaria da una crisi che esiste, ma che come tutti sappiamo in Italia è stata affrontata meglio che altrove: con qualche sofferenza ma senza grossi danni. Sono state affrontate situazioni particolarmente critiche come quella dell’Alitalia, così come quella delle banche e dell’emergenza terremoto in Abruzzo, con risultati quanto meno sorprendenti. In Europa infatti se la stanno passando molto peggio che da noi.

In fondo cosa può fare un comune dopo questa manovra? Le opportunità sono tante: ridurre i servizi offerti al cittadino, o quelli cosiddetti “alla persona”, eliminare una classe di nido, ridurre gli sfalci lasciando che l’erba delle aree verdi cresca un po’ più alta, non fare una pista ciclabile… insomma, di prospettive ce ne sono molte.

Per recuperare un po’ di fondi può anche andare a verificare i crediti non esatti in passato. Persone che in mala fede o per distrazione o per problemi personali o per ignoranza della sua esistenza, non hanno onorato un debito evitando o dimenticando di pagare una retta del nido, per esempio. A queste persone viene spedito un sollecito di pagamento: magari a 5 anni di distanza dalla data di emissione del bollettino. E per fortuna. Perché superati quei 5 anni non potrebbe neanche più esigere pagamenti.

Così, in una qualsiasi famiglia Taldeitali arriva un sollecito di pagamento. Magari proprio quando la cooperativa sociale per la quale lavora il signor Taldeitali si è vista costretta a comunicare la sua impossibilità a pagare gli stipendi ai suoi operatori: succede ogni tanto. E in fondo non è per cattiva volontà della cooperativa, che offre i suoi servizi per la cura della persona, dei disabili, degli anziani, o che gestisce l’asilo comunale e i servizi di pre-post scuola e scuolabus per le scuole primarie e secondarie: succede perché il comune, in mancanza di fondi, ritarda nei pagamenti.

E il signor Taldeitali si trova nella difficile posizione di non essere in grado di pagare il suo debito con il comune per i servizi ricevuti dalla cooperativa per la quale lavora.

Ma per fortuna che nel nostro Paese la crisi non si sente come altrove: solo così è stato possibile affrontarla senza mettere le mani nelle tasche degli italiani.

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