Democrazia organica
Nella democrazia organica non esistono elezioni generalizzate con candidati scelti e proposti dai partiti. I partiti, tuttavia, non sono necessariamente proibiti, bensì sono resi inutili. Nella democrazia liberale, infatti, i partiti politici hanno la funzione di dare una referenza ai candidati; nella democrazia organica, invece, si presume che ogni elettore conosca personalmente i candidati, in quanto si procede ad elezioni piramidali, per cui essi non hanno la necessità di una referenza partitica. A ciascuna elezione gli elettori sono in numero limitato, in quanto avvengono all’interno delle singole comunità che formano la nazione, vi è quindi la reale possibilità che ognuno di essi conosca personalmente i candidati e sia perciò in grado di giudicarli. Ognuno vota un proprio rappresentante, il quale a sua volta, in rappresentanza dei propri elettori, voterà un superiore gerarchico. Partendo dal più piccolo nucleo, quartiere, azienda o quanto altro, ed arrivando al massimo vertice dello Stato.
In tal modo risulta semplificato l’intero sistema rappresentativo, poiché numerose elezioni di piccola entità sono logisticamente più gestibili rispetto ad elezioni generali in cui è coinvolta l’intera popolazione. La semplificazione avviene tanto in termini di organizzazione quanto in termini di ciclicità, poiché è possibile approntare in breve tempo una nuova votazione laddove sia necessario, favorendo un ricambio ad ogni livello. Tale impostazione favorirebbe la meritocrazia: al crescere del livello gerarchico, corrisponderebbero naturalmente persone maggiormente meritevoli non per una scelta verticistica, ma per una valutazione della base. Ogni pubblico amministratore risulterebbe costantemente messo alla prova, dal momento che non esisterebbero più scadenze elettorali fisse, ma solo contingenti.
L’idea di base è quella di eliminare i difetti tipici della democrazia liberale, soprattutto la partitocrazia, la propaganda demagogica, la corruzione, l’immobilismo (“attaccamento alla poltrona”), l’imperscrutabilità ed il lassismo. In teoria la democrazia organica presenta quello che potrebbe essere considerato un elemento di associazione basale di natura sindacalista o avvicinarsi ad alcune delle varianti dell’idea anarchica di Stato, anche se il suo modello storico più vicino è l’organizzazione corporativa del tardo Medioevo. Tuttavia, mentre le ideologie prettamente anarchiche e sindacaliste sono libertarie, il corporativismo è tradizionalmente estremamente gerarchico. Comunque a tutt’oggi anche alcuni gruppi anarchici ne sostengono la filosofia, in quanto a loro dire corrisponderebbe implicitamente in pratica all’abolizione del concetto stesso di “Stato”
Memme66







“Cacique o cazique (italianizzato in cacicco) è un termine con cui si definivano tradizionalmente i capi di alcune comunità tribali in America latina. Ancora oggi viene usato in Messico per indicare il capo del villaggio. La parola originariamente apparteneva alla lingua dei taino (etnia caraibica appartenente al gruppo degli arawak).
Il termine è entrato poi in uso anche in altri contesti, per indicare capi in grado di controllare personalmente intere comunità. In particolare in Spagna, esso ha preso ad indicare quei grandi proprietari che, avendo ridotto in una situazione di totale dipendenza le comunità locali, perlopiù rurali, finivano per controllare la vita politica, economica e sociale di intere regioni.
Questo fenomeno, definito caciquismo, caratterizzò negativamente la società spagnola per lunghi decenni, in particolare nelle regioni del Sud. Durante la seconda repubblica spagnola venne varata una riforma agraria che prevedeva l’istituzione di collegi arbitrali come strumento di contrattazione dipendente dal governo, per ridurre l’influenza dei caciques sul lavoro di braccianti e fittavoli.
Durante la Spagna franchista invece l’istituzione della democrazia organica comportò una recrudescenza, in quanto concedeva un maggior potere agli enti locali a scapito dello Stato centrale, seppur su base elettorale. Ma nelle aree più culturalmente arretrate era gioco facile per i caciques manipolare la volontà popolare.”
http://it.wikipedia.org/wiki/Caciquismo
Una democrazia così organizzata è apparentemente semplificata: è invece, come spiega bene anche wikipedia, assolutamente gerarchica e quindi verticale, o come piace tanto oggi “piramidale”. Con l’illusione di un maggior controllo diretto perchè si parte da piccoli gruppi che avrebbero così un controllo diretto su chi si è votato, nella realtà il contatto con l’eletto diventa sempre più lontano, essendoci troppi livelli intermedi: deriva facilissima è quella che è si è vista alle recenti elezioni regionali in Emilia Romagna, dove pur avendo gli elettori del Movimento 5 Stelle espresso una chiara preferenza di voto, la scelta del secondo consigliere da mandare in regione si è basata su una successiva elezione interna, svoltasi tra un ristretto numero di persone precedentemente scelto con meccanismo analogo a quello teorizzato nella democrazia organica, sovvertendo completamente quella che è stata la volontà manifestata dall’elettorato…
comunque ringrazio per questo intervento: finalmente ho avuto modo di formalizzare il motivo di fondo della diffidenza istintiva che percepivo nei confronti dei movimenti grilleschi: una incredibile deriva fascista.