Elisa Casile – Orchidee
Elisa Casile – Orchidee – Ondesferiche/Senza Base
Recensione di Andrea Turetta
E’ uscito il 16 aprile “Orchidee”, il primo album di Elisa Casile. Contiene 9 composizioni della cantautrice (comprese nuove versioni dei brani già apparsi su singolo “Chiedi a Cupido”, “La stanza di seta” e “Sento la distanza”) e una cover de “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De Andrè. E’ guidato da belle melodie e dalla voglia di raccontare questo album di Elisa Casile, un’artista che con le sue composizioni sarà certo in grado di conquistare l’ammirazione di un buon numero di estimatori. La sua voce calda ed appassionata accompagna l’ascoltatore attraverso un viaggio fatto di sonorità personali e discrete. Tra i brani più interessanti si segnalano, “Orchidee”, “(Come) fuliggine” e “Chiedi a Cupido”.
L’album, brano per brano, commentato dall’artista:
Orchidee: questa canzone nasce dalla necessità di ritrovare me stessa in un momento in cui non trovo alcun conlatto con quel che mi si presenta intorno. Il mio unico obiettivo è cercare e trovare le mie orchidee. L’orchidea è la sensualità. Mi affascina il mito che permea la sua origine: il giovane greco Orchis che, forte della sua bellezza, pensa di potersi permettere tutto, anche conquistare le sacerdotesse del dio Bacco. Va incontro però ad una dura punizione: viene ucciso e, in ricordo della sua bellezza, viene conservato solo il suo nome, in un fiore delicato e raro. Nel disco racconto storie che si accostano all’idea di qualcosa che viene rubato, strappato e poi restituito, “conservato” in qualche altra forma. Ecco perché ho dato questo titolo all’album: tutte le canzoni parlano di mancanza, di ricerca, di rinascita, di sensualità e di eleganza delle decisioni; in questo senso, l’orchidea è il nodo di tutte le storie che racconto nel disco.
(Come) fuliggine: un’altra metafora. La storia ha origine da un discorso tra uomini il cui tema centrale era quello di tenere il conto delle conquiste. E proprio da qui nasce l’idea di paragonare certi tipi di uomini alla fuliggine, un’immagine volatile, sottile, effimera. Qui il ritmo è sostenuto: volevo dare una dimensione musicale dinamica, quasi di fuga nervosa e, per quanto possibile, di distacco drastico e veloce dalla fuliggine, ‘sporca’ come a tratti è anche il pezzo.
Amare la lentezza : nasce da un bisogno di fuga da un’esperienza negativa, fuga che avviene mascherando con un sorriso la delusione, che però è stata indispensabile per “andare oltre”. A volte questa è l’unica strada per la vera consapevolezza e appropriazione di quel che si è. La lentezza permette di vedere il mondo sotto altri punti di vista, di esaltare la forza e la debolezza delle cose, assaporandone tutte le sfumature, colorando la memoria di dettagli, solo per prepararsi al “nuovo viaggio”. L’ho scritta di getto, ed è senza dubbio la canzone più onesta e intima che io abbia mai composto, mettendomi a nudo e ricavando forza dalla presa di coscienza delle mie debolezze.
Colpiscimi: racconta della necessità di essere stupita e stimolata, anche a costo di andare incontro a qualche guaio. A noi donne a volte piace essere spiazzate, non importa in che modo. Il ritmo è ciclico, come quello delle onde che costantemente si infrangono sulla scogliera.
Pensiero costante; è un brano tormentato. Qualsiasi cosa sia il pensiero costante, credo vada seguito senza compromessi, infischiandosene del senso di colpa, ignorando le conseguenze anche se sono ben chiare. È troppo forte il desiderio di perdermi in qualcosa che mi attira a sé.
Frammento: è un dialogo, la confidenza di un piccolo e irrinunciabile momento. Ho scritto il testo alcuni
anni fa, ma mi ci riconosco ancora.
Sento la distanza: col suo stile orchestrale che si rifà alla musica anni Sessanta, è il brano più elaborato del disco. E’ una canzone che ti avvolge, ti soffoca a tratti, anche a livello lirico, ma il punto centrale rimane il bisogno di qualcosa di lontano e sfuggente. La parola “distanza” è quella che mi perseguita in modo più insistente, è un tema ricorrente nei miei testi. La mia ansia nasce dalla paura che la distanza fisica e mentale si trasformi in totale assenza.
Chiedi a Cupido: è una delle prime canzoni che ho scritto. Mi piaceva l’idea di Cupido come ‘salvatore’ di rapporti disperati. Ma in determinate situazioni neanche l’intervento di una divinità può recuperare quello che due persone hanno perso.
La stanza di seta: è una canzone claustrofobica: mi affascina la contraddizione di un ambiente fisico ben definito come quello di una stanza, le cui pareti sono però caratterizzate da un elemento come la seta, morbida e quasi impalpabile. I! testo parla di situazioni che sembrano insormontabili quando ci chiudiamo in noi stessi per superarle, mentre i muri a volte sono solo teli di seta che potremmo buttare giù semplicemente strappandoli.
La canzone dell’amore perduto (Fabrizio De Andre): preparare questa cover ha segnato una linea di demarcazione nella mia vita artistica e personale. Da lui ho imparato la semplicità, ammiro il suo riuscire a raccontare cose enormi in poche efficaci parole. È una canzone che mi emoziona da star male, la sento cucita addosso.. Ho cercato di legare la mia interpretazione alla sua naturale essenzialità, realizzando un arrangiamento che fosse solo una sottile cornice per la forza delle parole.
Elisa Casile, classe 1984, è una cantautrice attiva già da tempo nella nostra scena musicale, dove si è fatta notare al pubblico come ai cosiddetti ‘addetti ai lavori grazie alla partecipazione a concorsi e rassegne in tutta Italia. Fra questi, ricordiamo la partecipazione al Festival di Castrocaro nel 2003, che l’ha vista segnalarsi nella rosa dei dieci finalisti ed esibirsi così in prima serata su Rai Uno, come pure è accaduto in occasione della finale di SanremoLab (dicembre 2008) in cui, con il brano “Pensiero costante”, supera una selezione tra oltre 250 concorrenti e si classifica al terzo posto durante la finale su Rai Uno con Paolo Bonolis.
Diplomatesi nel 2006 al C.E.T. di Mogol in “Perfezionamento per interpreti di musica leggera”, quello stesso anno Elisa partecipa alla trasmissione Rai “Speciale Sanremo – Festa della musica”.
Nel gennaio 2008 esce il suo primo singolo per l’etichetta Ondesferiche, “Chiedi a Cupido”, programmato da oltre 300 radio in tutta Italia, raggiungendo l’ottavo posto della classifica Indie Music Like. Dopo numerosi concerti, tra i quali l’apertura dell’unica data italiana del tour europeo dell’icona pop anni ‘80 Howard Jones, a giugno arriva il secondo singolo “La stanza di seta”, che entra in diverse compilation e si piazza nella top 50 della classifica italiana dei singoli più venduti di Musica & Dischi. A luglio partecipa al festival AstiMusica, cantando di fronte a duemila spettatori come supporter per Incarico.
Nella primavera 2009 è il momento di “Pensiero costante”: il singolo viene pubblicato accompagnato ad un videoclip che viene trasmesso in anteprima nazionale su Ali Music, e in seguito su diversi canali satellitari. La canzone entra anche nella classifiche dei brani più scaricati negli store di Sorrisi e Canzoni e Deejay. A giugno Elìsa è tra i finalisti del Premio Fabrizio De Andrè a Roma, dividendo il palco con artisti come Luca Carboni, Andrea Mirò e Cristiano De Andrè,
2010: è il momento di “Orchidee”, il suo primo album.
Tracklist:
1. Orchidee
2. (Come) fuliggine
3. Amare la lentezza
4. Chiedi a Cupido
5. Sento la distanza
6. Pensiero costante
7. La stanza di seta
8. Colpiscimi
9. Frammento
10. La canzone dell’amore perduto
Siti dell’artista:
www.elisacasile.it
www.facebook.com/…/ELISA-CASILE/104809766216756







