Longevità e mortalità infantile
Tra le principali caratteristiche delle CFL spicca la maggiore durata rispetto alle lampade a incandescenza. Uno degli argomenti spesso usati dai “tifosi” delle CFL riguarda la loro lunga vita unita al minor consumo energetico: nonostante il costo maggiore rispetto alle lampade tradizionali questi due fattori le rende estremamente convenienti.
Questa convenienza si riflette sul piano del risparmio domestico con una bolletta più leggera, e sul piano ambientale con la riduzione dell’emissione di CO2 dovuta al minor lavoro delle centrali termoelettriche. Non è esattamente così. Abbiamo già visto che, almeno in Italia, la riduzione dell’emissione di CO2 dovuta al risparmio sull’illuminazione è di fatto impossibile a causa della modalità di produzione dell’energia elettrica.
E’ un grave errore affermare che ogni KWh risparmiato corrisponde automaticamente a una riduzione dell’emissione di CO2, in quanto non si tengono in considerazione né il momento della giornata in cui avviene tale riduzione, né le modalità di produzione dell’energia elettrica.
Come abbiamo già spiegato nell’articolo “La lampadina che fa risparmiare acqua”, il lavoro delle centrali termoelettriche, quelle che devono svolgere il cosiddetto servizio di base, non viene minimamente influenzato dai consumi originati dall’illuminazione.
Torniamo ora al tema della durata delle lampade. Mentre si può affermare con certezza che la vita media di una lampada a incandescenza è di 1000 ore, non si può dire altrettanto circa la durata di vita delle CFL. La quale è invece fortemente influenzata dal numero di accensioni, più che dalle ore di effettivo funzionamento, cosa che non accade per le lampade ad incandescenza, o meglio accade in misura praticamente irrilevante.
Se usate in condizioni particolari, che poi così particolari non sono, le CFL “muoiono” addirittura prima delle lampade ad incandescenza, e con esse muore anche la speranza di un qualunque risparmio, sia esso domestico che globale.
Infatti Energy Star, l’ente USA preposto a promuovere il risparmio energetico e a migliorare l’efficienza dei prodotti di consumo, consiglia l’uso delle CFL solamente nelle situazioni in cui la lampada è destinata a rimanere accesa per almeno 15 minuti prima di essere spenta.
Non è possibile riportare il link per esteso, poiché è chilometrico, ma cercando nelle FAQ (Frequently Ask Questions) dell’ente americano all’indirizzo
http://www.energystar.gov/index.cfm?c=cfls.pr_cfls
è possibile leggere in lingua inglese quanto riportato sinteticamente in italiano.
Domanda: Posso accendere e spegnere la mia CFL con molta frequenza ? Mi è stato detto di accenderla e lasciarla accesa tutta il giorno.
Risposta: Accendere e spegnere una CFL con grande frequenza può accorciare il suo ciclo di vita.
Per usufruire al massimo dei benefici di Energy Star CFL (ndr ci si riferisce al risparmio economico ed energetico) è consigliabile usarle nei frangenti di tempo in cui possono restare accese più a lungo, e comunque non meno di 15 minuti.
Ad ogni modo, anche se vengono accese e spente con grande frequenza le CFL consumano comunque meno quelle incandescenti. Però, poiché accensione e spegnimento frequenti possono accorciare la vita di una CFL, che è comunque molto più costosa più di una generica incandescente, vi consigliamo di lasciarle accese per almeno 15 minuti. [...]
In Europa è in vigore la “European CFL Quality Charter” ovvero la “Carta Europea di Qualità CFL” , in cui si definiscono i requisiti minimi di qualità delle CFL.
Per quello che riguarda l’argomento in oggetto, cioè il numero di cicli on-off che una CFL può sopportare, l’European CFL Quality Charter riporta più o meno questo:
| Requisito di accensioni | Il numero di accensioni che la lampada può sopportare non può essere inferiore al numero di ore di vita. | Prova di ciclo: 5 min. on / 10 min off. Fino quando smette di funzionare il 50% delle lampade campione. |
Immaginiamo di testare una CFL con 10000 ore di vita dichiarate.
Utilizzando il test menzionato nel documento, cioè 5 minuti di funzionamento e 10 minuti di “riposo”, dopo 833,3 ore vengono raggiunte le 10000 accensioni.
Se il 50% delle lampade campione è ancora funzionante, allora il test viene considerato superato e i produttori possono dichiarare comodamente che la lampada ha una durata di 10000 ore / 10000 cicli on-off.
Con una vita di 10000 ore / 10000 accensioni, per rispettare entrambe le condizioni è necessario che tra l’accensione e lo spegnimento trascorra esattamente un’ora. E’ evidente che, se il tempo medio di funzionamento della CFL è di maggiore di un’ora, la CFL morirà mediamente al termine delle 10000 ore, mentre se il tempo medio di accensione è di 30 minuti, la CFL raggiungerà le 10000 accensioni dopo 5000 ore, ovvero la metà del tempo di funzionamento dichiarato.
Se il tempo medio di funzionamento è solamente di 15 minuti, limite minimo consigliato da Energy Star, allora la CFL toccherà le 10000 accensioni dopo soltanto 2500 ore di effettivo lavoro.
Considerati il maggior costo della CFL, il risparmio in bolletta e le ore di vita accorciate del 75%, secondo Energy Star, il consumatore finale risparmia ancora qualcosa rispetto all’uso delle lampade ad incandescenza e il bilancio ambientale è ancora a favore delle CFL.
Ma, in seguito alla messa al bando delle lampade ad incandescenza, saremo costretti a installare CFL ovunque, anche in locali dove la durata media di un ciclo è nettamente inferiore ai 15 minuti, ad esempio: luci scale, cantine, garage, sgabuzzini, locali di passaggio, corridoi, ingressi e anche in bagno.
Il bagno merita un discorso a parte.
Sempre cercando nelle FAQ del sito di Energy Star, si può leggere:
Domanda: Posso usare CFL nel bagno ?
Risposta: E’ possibile usare CFL nel bagno, tuttavia, l’alto tasso di umidità può ridurre il ciclo di vita di una CFL. Per evitare problemi dovuti all’umidità, conviene tenerla sotto controllo nel proprio bagno utilizzando un ventilatore per tutta la durata e per 15 minuti dopo aver fatto la doccia o il bagno.
Geniale. Per risparmiare energia con la lampada, devi accendere un ventilatore che normalmente consuma 2-3 volte tanto, poi come se non bastasse, bisogna lasciarlo acceso per un quarto d’ora in più della CFL…
Siamo sicuri che così si risparmia? Mah…
Se riportiamo la lente sulle situazioni in cui il tempo medio di funzionamento di una CFL è al massimo di tre minuti, ed è il caso di sgabuzzini, cantine, garage, ingressi, corridoi e per piccoli condomini anche la luce scale, l’aspettativa di vita delle CFL non potrà essere superiore alle 500 ore, cioè la metà della vita media di una lampada ad incandescenza.
Saremo quindi costretti, in queste particolari situazioni, ad acquistare come minimo due “ecologiche” CFL, al posto di una sola “antieconomica” lampada ad incandescenza.
Prima di iniziare a fare conti su quanta energia venga effettivamente risparmiata, dobbiamo conoscere quanta energia occorre per produrre e smaltire sia una singola lampada ad incandescenza che una CFL. E’ quello che si chiama Life Cycle Assessment, ovvero Valutazione del Ciclo di Vita.
E qui cominciano i dolori per chi, navigando su Internet, ne vuol sapere di più. Nonostante le ripetute ricerche i dati non saltano fuori. Qualcosa in realtà si trova, ma è sempre in relazione allo stesso scenario. Più o meno questo:
Una lampada ad incandescenza da 100 Watt che sta accesa per tre ore al giorno, sostituita con una CFL da 20 Watt.
Si parte dalla premessa di una CFL la cui vita è di 10000 ore, si calcola quanta energia è servita per produrla e smaltirla, quante lampade a incandescenza sarebbero state altrimenti prodotte e acquistate, si quantifica infine quanta energia si sia risparmiata.
Per poi concludere all’incirca così:
La produzione di una lampada a basso consumo richiede circa 10 volte più energia rispetto ad una lampada ad incandescenza.
Se però si considera che quest’ultima dura circa 10 volte di meno, il fabbisogno d’energia in fase di produzione diventa paragonabile.
Il bilancio energetico complessivo risulta quindi a favore della lampada a basso consumo.
Dice qualcosa di più una ricerca condotta dal Rocky Mountain Institute, e pubblicata nel marzo del 2008, scaricabile all’url:
https://www.rmi.org/images/PDFs/Climate/C08-02_CFL_LCA.pdf
Questo documento, oltre a fornire qualche dato circa l’energia usata per produrre le due tipologie di lampade, analizza anche la vita delle CFL in relazione al numero di cicli on-off, giungendo alle stesse conclusioni di Energy Star, cioè indica in 15 minuti di funzionamento ininterrotto il tempo minimo di un ciclo di accensione.
Al di sotto di questo limite il bilancio energetico globale risulta a favore della lampada ad incandescenza.
Assodato che nelle situazioni in cui le CFL stanno ininterrottamente accese per lungo tempo si ottiene un risparmio considerevole, di non minore importanza sono le situazioni in cui la lampada viene accesa per tempi molto brevi, anche se svariate volte durante la giornata.
In molte abitazioni uno di questi casi è il bagno, se si ignorano volutamente i rischi di “morte” improvvisa dovuti all’umidità.
Molto spesso il tempo di accensione della lampada non raggiunge nemmeno il minuto.
Ogni volta che si accende e si spegne una di queste CFL, di fatto la sua vita si accorcia di un’ora.
Lo stesso discorso vale anche per tutte le situazioni in cui il tempo di accensione è addirittura nell’ordine di secondi, come nei corridoi, dove l’interruttore viene premuto due volte nel breve arco di tempo necessario per trasferirsi da un locale all’altro.
Con tempi di accensione così ridotti, la CFL raggiungerà i 10000 cicli on-off intorno alle 200 ore di funzionamento.
Cinque volte di meno rispetto alla vituperata lampada ad incandescenza: mica male…
E’ evidente che in queste situazioni, la tecnologia delle CFL non è adeguata, tanto che risulta più economica ed ecologica la lampada tradizionale. Dopo la loro messa al bando, però, si installeranno le CFL anche nei corridoi.
Poniamo che la luce nel corridoio resti accesa per poco più 15 minuti al giorno, con un tempo medio di circa due minuti.Dopo un anno la lampada avrà funzionato per circa 100 ore, dopo10 anni si raggiungono le 1000 ore di funzionamento, tempo medio in cui una lampada ad incandescenza, ad esempio da 60 Watt, smette di funzionare.
Durante la sua vita avrà consumato 60 KWh, mentre nello stesso lasso di tempo l’uso delle CFL ci permetterà di consumare solamente 13 KWh, risparmiandone ben 47. Peccato che nel frattempo si siano dovute acquistare quattro o cinque CFL.
Se fissiamo il prezzo medio di una CFL intorno ai 5 euro e il prezzo di un KWh sugli 0,20 euro, a fronte di un risparmio in bolletta di poco più di 9 euro, diluito peraltro in 10 anni, si sono spesi più di 20 euro nell’acquisto delle CFL. Proprio un bel risparmio!
Se si considera che dal bilancio energetico complessivo bisogna sottrarre sia l’energia usata nella fase di costruzione della CFL sia quella consumata per il riciclaggio e lo smaltimento, diventa chiaro che il confronto è fortemente a favore delle lampade tradizionali.
Nessuna obiezione quindi a una sostituzione intelligente e razionale delle lampade a incandescenza con le CFL, ma la messa al bando “fondamentalista”delle prime e la loro sostituzione coatta con le “sacre” lampade a basso consumo altro non produrrà che una limitazione del risparmio domestico. Tutto questo in cambio di fantomatici benefici per l’ambiente.
Primo capitolo: La lampadina che fa risparmiare acqua
Secondo capitolo: Mercurio e pianeta terra






